Costume

Diana

07-07-2007

MILANO. Il giallo dell’estate si è risolto ieri mattina, attraverso il comunicato ufficiale diramato dal Milan. Suazo è dell’Inter, il bomber honduregno ha scelto la società di Massimo Moratti, che lo aveva cercato per prima e che gli aveva fatto sostenere già le visite mediche.

Niente da fare per il Milan, che pure aveva già annunciato l’accordo con il Cagliari, il club rossonero ha deciso di ritirarsi dalla trattativa “preso atto che il calciatore aveva precedentemente sottoscritto con l’Inter un contratto di lavoro sportivo”.

Nel comunicato, la società di via Turati non ha mancato però di sottolineare di “aver operato lealmente e in piena conformitá con i regolamenti sportivi nazionali e internazionali”, un modo per far capire che l’Inter aveva fatto firmare Suazo prima di aver raggiunto un accordo col Cagliari.

Ci sarebbero, insomma, gli estremi per portare di fronte alla Caf l’Inter e il giocatore (“Se c’è stato doppio tesseramento, Suazo rischia almeno sei mesi di squalifica”, ha detto l’ex vicecapo dell’Ufficio Inchieste della Figc Mario Stagliano), ma si dà per scontato che l’indagine avviata verrà immediatamente chiusa, dopo che Mancini e Moratti hanno ottenuto ciò che volevano.

Manca l’ufficializzazione della società nerazzurra (e la data della presentazione) e poi finalmente si potrà ritenere chiusa la telenovela Suazo. La svolta si è avuta nella tarda serata di venerdì grazie al via libera di Cellino: “Suazo mi ha chiamato alle 21.30 e mi ha detto che voleva andare all’Inter”, ha spiegato il presidente del Cagliari. “Tra le lacrime mi ha spiegato che da mesi l’Inter lo sta seguendo con grande attenzione, Mancini lo ha chiamato diverse volte trasmettendogli molto entusiasmo. Anche se apprezza il gesto del Milan, Suazo ha paura che quella rossonera sia soltanto una mossa per mettere i bastoni tra le ruote all’Inter. Non mi ha lasciato neanche il tempo di replicare, l’ho sentito molto sicuro”.

In cambio il patron dei sardi riceverà 14 milioni di euro, mentre resta da definire se nell’affare entrerà anche la metà del giovane attaccante ex Treviso Acquafresca: “Di certo io non andrò a chiederlo”, ha aggiunto Cellino. “In questa vicenda, a riprova che io non ho giocato al rialzo, al Milan avevo chiesto esattamente la stessa cifra pattuita per la clausola con l’Inter, cioè 14 milioni di euro, non un soldo in più”.

Preso atto della volontà del

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