La città

Bloomberg, terzo incomodo. I sondaggi lo danno per candidato, ma lui non si pronuncia

di John Cappelli

07-07-2007

Stando ad un sondaggio del Quinnipiac di ieri Bloomberg sovvertirebbe le previsioni nello stato chiave del New Jersey.

New York davvero fa la parte sua per il 2008 - c’era una volta l’America dei presidenti bianchi, anglosassoni, uomini e protestanti - ma per il prossimo turno.offre una donna, un italoamericano, e forse un ebreo.

Si l’incantesimo è stato sfatato: lo ruppe per primo il presidente John Kennedy, e comunque questa volta la rosa già include un nero, ma è New York che và dritta per dare al Paese il primo newyorkese presidente dagli anni ormai lontanissimi che lo fu FDR.

Premesso tanto veniamo al sodo, sono Hillary Clinton e Rudy Giuliani i due in pole position per la Casa Bianca; il terzo potrebbe essere Mike Bloomberg se correrà per prima cosa e se si candiderà come indipendente. Tutto da vedere, quindi.

Stando ad un sondaggio del Quinnipiac di ieri Bloomberg sovvertirebbe le previsioni nello stato chiave del New Jersey. Fatto stà che nello stato giardino oggi come oggi Rudy batte Hillary 47% al 44%, eppure per le presidenziali il New Jersey vota democratico - metti però Bloomberg in lizza ed egli toglie voti proprio a Rudy, beccandosi un 18% dei consensi che appaia a conti fatti Hillary e Rudy al 36% ognuno. Il discorso su New York State si complica, in questa tornata nave ammiraglia per la presidenza nel 2008, non si esaurisce coi dati di cronaca generale, e i candidati vanno visti anche in ben altra ottica.

Fiumi d’inchiostro già son scorsi su Hillary e Rudy, ed è di Mike Bloomberg che scriveremo invece; perchè non ha fatto abiura del Gop come lo fece dei democratici pel gusto di farlo….e se c’è uno che può buttarti un miliardo in una campagna elettorale è lui. .

Ne mise 100 milioni alla botta solo per esser eletto sindaco, figuriamoci per tentare la scalata dello Everest - anche se non ci riesce, . può avere voce decisiva in capitolo su chi lo fà. Da sindaco ebreo di New York Bloomberg non ha mai concorso (e non è stato il primo, uno dei suoi illustri predecessori ebrei fu non altri che Fiorello LaGuardia) - però lo è, come Hillary è donna e Rudy è italoamericano, e oggi gli addetti ai lavori si chiedono se l’America è pronta ad eleggere gli uni o l’altra.

A maggior ragione ci si dice e chiede nella continguenza attuale, quanto sia o non lo sia pronta per un nero od un ebreo - nel mondo là fuori.più xenofobo che mai saranno disotterrati per un Bloomberg presidente i protocolli di Zione.

Comunque il rabbino Gary Greenbaum, uno dei direttori della “American Jewish Committee” dice: “Mike Bloomberg è uno degli ebrei più assimilati nella società americana, e il fatto che corre non farà presa più di tanto sugli ebrei americani, che come noto votano sulle questioni in bilico e fanno scelte sofisticate, insomma per loro non sarà gran cosa.”

In quest’era post 11/9 , col cambiamento della Storia occorso proprio a quattro passi dalla City Hall dove Bloomberg è primo cittadino, le forze che scatenarono l’11/9 vedono in lui solo l’appassionato paladino d’Israele, e il filantropo con decine di milioni di dollari in opere di bene ebraiche in USA e in Israele.

Il dettaglio che Bloomberg apppartiene al Tempio di Emanup-El sulla 5ta Avenue ma non ci va quasi mai…. si perde nel groviglio d’un antisemitismo rampante in molti settori del resto del mondo.

Doppiamente ironico però che chi lo precedette in quella City Hall ha imperniato il successo della propria campagna elettorale sul fatto d’essere l’icona dell’11/9. Da come leggiamo sopra, però qualora concorra da indipendente è proprio Blomberg che gli toglie i voti per avere la Casa Bianca. .

Il palinsesto di oggi