Dall'Italia

Bologna. In piazza per il "Made in Italy"

12-07-2007

ROMA. È partita da Bologna la difesa della qualità del made in Italy agroalimentare. Una mobilitazione in grande stile promossa dalla Coldiretti, scesa nelle piazze della città in 100mila associati, oltre 400 i pullman venuti da tutta Italia, per manifestare contro il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, accusato di perpetrare gli inganni a tavola, danneggiando salute e portafoglio di consumatori e imprenditori.

Lo slogan del corteo guidato dal presidente dell'associazione Sergio Marini, non lascia ombre di dubbio: "Ministro, giù le mani dalla qualità italiana", cui fanno seguito tanti cartelli, che ricordano provvedimenti del ministro a discapito del made in Italy; dalla contaminazione ogm nei prodotti biologici senza indicazione in etichetta, al vino italiano invecchiato con la segatura, alla mancata applicazione dell'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine degli alimenti; una mossa cui si deve la proliferazione dei tanti falsi, dal pomodoro cinese all'olio tunisino, al prosciutto olandese spacciati come italiani.

Cartelli per le strade della città, gigantografie di ortaggi, ma anche una Ferrari alimentata a bio-etanolo e un distributore di bio-carburante portato in piazza con la scritta "Girasoli nel motore: l'Italia rimane a secco. Grazie De Castro".

È il presidente Marini a condurre la manifestazione, chiedendo dal palco al ministro De Castro "di farla finita con il suo attacco alla qualità dell'agroalimentare e per questo, diciamo tutti noi oggi da qui", un forte "no" alla cancellazione della legge 204 sull'etichettatura obbligatoria, voluta da 1,5 milioni di cittadini italiani". Insomma una mobilitazione di avviso per ministro e governo affinché vengano risolti i tanti problemi che l'agricoltura italiana sta vivendo oggi.

E se la manifestazione non dovesse dare i risultati sperati? "Siamo pronti - assicura Marini - ad andare nei porti italiani per controllare in prima persona la qualità e la quantità dei prodotti che ogni giorno arrivano dall'estero, Cina in testa''.

La replica del ministro non si è fatta attendere. "Le manifestazioni sono sempre utili, essendo espressione di democrazia, ma noi stiamo facendo un lavoro di qualità e sicurezza che coinvolge l'intera filiera costituita da cooperative, industria e lavoratori". De Castro ha quindi assicurato "che il governo manterrà la barra al centro", ricordando il lavoro svolto in questo ultimo anno, delle 156 norme relative all'agricoltura, contenute nella finanziaria 2007, quasi tutte operative.

Molte le adesioni alla protesta della Coldiretti, a partire dall'ex ministro di An, Gianni Alemanno, che "registra oggi un forte stallo nell'agroalimentare italiano, creato dal governo Prodi". Sulla stessa linea l'Udc. "Si tratta di un grido di allarme contro la mancanza di attenzione del Governo nei confronti del settore, che lo sta mettendo in grande difficoltà", ha detto Giuseppe Ruvolo, membro della Commissione agricoltura della Camera, aggiungendo di condividere "a pieno" le ragioni di Coldiretti.

 

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