Dall'Italia

Milano. Bimbo di due anni ucciso dalla madre

11-07-2007

COLOGNO MONZESE (MILANO). È una tragedia con alcuni contorni ancora da definire quella che ha colpito, ieri, una famiglia egiziana a Cologno Monzese (Milano), in casa della quale è stato trovato ucciso il figlio della coppia, Ammar, di appena due anni. La madre del bambino, Hanna Elhalawani, 23 anni, dopo alcune ore di interrogatorio ha ammesso l'infanticidio ed è stata arrestata dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario.

"Avevo un demone dentro che mi mangiava" avrebbe detto, tra le lacrime, ricostruendo, dopo ore di silenzi, la dinamica di quanto avvenuto, quando, cioé, secondo le accuse, ha stretto le mani al collo di suo figlio e lo ha strangolato.

Fin dal primo momento, nonostante alcune perplessità del padre, era lei l'unica e principale sospettata dell' infanticidio. Le circostanze della morte, i lividi sul collo, le condizioni in cui si trovava l'appartamento al momento del ritrovamento del cadavere, non lasciavano spazio a molte altre ipotesi alternative e sin dai primi pronunciamenti dei medici del 118 e poi del medico legale si tendeva ad escludere con certezza la morte naturale.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Gruppo di Monza, e coordinate dal sostituto procuratore di Monza Alessandro Pepé, proseguono ora per capire se la donna si trovasse in qualche particolare stato di sudditanza psicologica.

Secondo le testimonianze raccolte, infatti, parlava poco e altrettanto raramente si vedeva uscire di casa da quando, sei mesi fa, era tornata in Italia dopo un lungo soggiorno in Egitto. Ed è forse proprio in alcuni problemi di adattamento alla realtà sociale italiana che si potrebbe, secondo alcuni, cercare il movente di questa tragedia.

Secondo alcune testimonianze, due giorni fa il padre di Ammar aveva parlato con il titolare di una macelleria islamica di Cologno Monzese e gli aveva confidato di essere preoccupato perché la moglie non stava bene. Forse è stata colta da una progressiva depressione, poi acuita da alcune liti in famiglia tra i coniugi che abitano da quattro anni nella palazzina dove è avvenuta la tragedia, una palazzina di via Milano abitata da italiani e stranieri. Nessuno dei vicini, però, si sarebbe mai immaginato "che potesse accadere una cosa del genere".

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