La politica

Bertinotti: si indaghi. La procura acquisisce il video sui brogli in Australia

di Alessandra Chini

11-07-2007

ROMA. Il video sui presunti brogli australiani alle elezioni politiche pubblicato da Repubblica.it continua a far discutere. Dopo lo scontro tra maggioranza e opposizione martedì in Aula al Senato, ieri la polemica è arrivata anche alla Camera. E la Procura di Roma ha disposto l'acquisi-zione del video e della testimonianza del suo autore, Paolo Rajo. Ma è di Fausto Bertinotti l'acuto della giornata. Rispondendo a una sollecitazione venuta dal capogruppo azzurro Elio Vito, il presidente della Camera fa sapere di aver trovato "effettivamente sconcertante" il filmato e chiede al governo che "nel pieno rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura siano raccolte informazioni da fornire alla Camera". Parole, le sue, che ottengono l'immediato consenso del centrodestra. "Dice bene il presidente Bertinotti - plaude il presidente dei deputati di An Ignazio La Russa - e credo sia opportuno che il governo venga a riferire in Aula sulla vicenda dei brogli".

Anche per il vicepresi-dente dei deputati dell'Ulivo Gianclaudio Bressa è bene che l'esecutivo intervenga alle Camere sulla vicenda, ma più che altro per scoprire di quale "bufala" si stia parlando. "La magistratura - fa sapere il deputato Dl - ha già riscontrato gravi incongruenze sulle presunte irregolarità del voto estero. Secondo il prefetto Fancelli, nel filmato compaiono elementi singolari e sospetti: le schede, ad esempio, non sarebbero neppure ripiegate". In ogni caso, è molto probabile che il governo intervenga in Parlamento sulla questione brogli. Non è mai successo in più di un anno di legislatura - si ragiona da ambienti vicini al ministro per i Rapporti con il Parlamento - che il governo non sia andato alle Camere quando c'era una richiesta e sarà così anche in questo caso, tanto più che la domanda viene direttamente dal presidente della Camera. Restano, però, da stabilire tempi e modalità dell'informativa che potrebbe avvenire in Aula o in commissione come durante un question time, anche a seconda di quelle che saranno le richieste formali sell'opposizione.

Intanto, la procura di Roma ha disposto, tramite la Digos, l'acquisizione del video 'incriminato' così come (attraverso una rogatoria al Guardasigilli), la testimonianza dell'autore del filmato Paolo Rajo dell'Udeur. Una decisione che, puntualizza l'azzurro Gregorio Fontana, "non esonera la Camera e la giunta delle elezioni dai compiti che gli sono assegnati, in materia esclusiva, dalla Costituzione, sul controllo delle schede per chiarire finalmente una volta per tutte quale sia stato l'esito delle politiche del 2006". Mentre il suo collega di partito, Osvaldo Napoli, chiede addirittura di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta ad hoc sul tema del voto nelle circoscrizioni estere piuttosto che pensare a farne una sui dossier del Sismi.

In mezzo al polverone sollevatosi sulla vicenda, l'unico ad avere una certezza sembra essere il leader dell'Udeur Clemente Mastella che dice senza mezzi termini: "Il nostro è l'unico partito a essere rimasto fottuto dai brogli". "Tutti - riassume il ministro - si lamentano su questa vicenda: ieri in Aula al Senato la Cdl ha gridato allo scandalo; poi si è alzato l'Ulivo è ha gridato allo scandalo. Si è lamentato anche Di Pietro che ha avuto un eletto nella circoscrizione estera. Noi siamo gli unici a essere rimasti fottuti, e rimaniamo zitti".

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