Analisi e commenti

Norberto Lombardi

La commedia si replica. L'intervento/I presunti brogli elettorali in Australia

di Norberto Lombardi*

12-07-2007

La commedia dell'arte sui brogli elettorali in Australia si arricchisce di nuovi quadri e di nuovi personaggi. Su sollecitazione di rappresentanti di partiti oggi all'opposizione, in maggioranza quando si è votato, i presidenti delle due Camere si sono impegnati a convocare il governo perché riferisca sul misfatto. Il presidente della Camera, anzi, ha trovato il video "sconcertante", non sappiamo se perché l'aggettivo ha una sola erre, quindi per lui di più facile dizione, o se per angosciato turbamento.

Oddio, quale governo? Visto che il voto è stato regolamentato, organizzato e gestito da Tremaglia, Fini, Pisanu e Berlusconi, rispettivamente ministro per gli Italiani nel Mondo, degli Esteri, dell'Interno e presidente del Consiglio, non è che corriamo il rischio di rivederli sugli scranni del governo da dove un legittimo responso elettorale li ha allontanati? E se dopo essere saliti si rifiutano di scendere, chi risparmierà agli italiani all'estero, già oggi sotto il fuoco di fila per essere determinanti per la maggioranza di centrosinistra, l'accusa di avere evocato gli zombi nel Parlamento italiano?

E se invece, come è probabile, si tratterà di questo governo, che cosa mai potrà riferire il malcapitato ministro che ne avrà l'incarico su cose avvenute quando ad altri toccavano quelle responsabilità e su fatti che solo la magistratura - se pure ci riuscirà - potrà accertare?

Anche perché il mistero sull'ormai famoso garage di Sidney, dove il misfatto sarebbe stato compiuto, si complica maledettamente. Dalle prime indagini pare che in quel luogo di orrori non solo sarebbero state spillate schede elettorali a gogò, ma sarebbero state rinvenute 127 bottiglie di un liquido rosso sangue, rivelatosi poi agli accertamenti salsa di pomodoro, e sarebbero state impiccate alle travi 35 soppressate. Soppressate non di rito abruzzese-molisano, col peperoncino, ma di rito calabrese, col pepe nero, che fanno pensare alla lunga mano della mafia. In più, l'intervento del Sismi, temporaneamente distolto dalla sua ordinaria e pacifica funzione di spionaggio istituzionale, ha consentito di rinvenire anche un inquietante avanzo di pasta e ceci, il che ha sollevato un fondato sospetto di concorso de "I Soliti Ignoti".

La cosa più grave, comunque, è che in questo impressionante susseguirsi di colpi di scena s'incomincia a sentire puzza di cadavere. Ma non a Sidney, dove l'odore di ragù resta fortunatamente dominante, ma a Roma e, in particolare, nel Parlamento nazionale. Il cadavere, nemmeno troppo nascosto sotto i pesanti paludamenti istituzionali, è quello del voto all'estero.

Chi fa capire, magari senza dirlo esplicitamente, che il caro estinto potrebbe togliere il disturbo di una presenza scomoda e sostanzialmente innaturale, chi dice che il moribondo andrebbe curato con dosi così pesanti da spegnergli le funzioni vitali, chi ancora assiste agli eventi con il proposito di portare il conforto a funerali avvenuti. Da molte strade, più o meno tortuose, insomma, stanno convenendo i componenti del corteo che accompagnerà il feretro all'ultima dimora, dove forse l'estremo saluto sarà pronunciato da chi ebbe a battesimo l'infante deceduto in giovane età.

Non sappiamo a che punto sia la cerimonia, ma almeno non si potrebbe tentare di parlare, anziché di chi ha mangiato pasta e ceci nel garage di Sidney, di un fondamentale diritto di cittadinanza, qual è il voto, che la Costituzione riconosce ad ogni cittadino, dovunque si trovi a vivere e ad operare? Magari sedendosi intorno ad un tavolo, non per affettare le derelitte soppressate di Sidney, ma per vedere che cosa si può fare tra persone positive e leali per migliorare e difendere anche per gli italiani all'estero quell'essenziale diritto di cittadinanza, prima che tra sospiri di rimpianto si muova un bel funerale con cavalli e pennacchi?

*Forum Italiani nel Mondo

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