Analisi e commenti

Silvio Berlusconi

Il governo, Berlusconi e le larghe intese. Le manovre al centro

di Pierfrancesco Freré

14-07-2007

Silvio Berlusconi l'ha presa con filosofia: a dispetto del clima incandescente del Senato, aveva previsto che la maggioranza avrebbe retto alla prova del voto sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. E il suo pronostico ha coinciso con quello del Guardasigilli Clemente Mastella che aveva minacciato le dimissioni se il governo fosse andato nuovamente in minoranza, ma era sicuro che ciò non sarebbe accaduto. La partita si è giocata come sempre su un paio di voti, ma la sensazione è che il Cavaliere sia il primo a non voler affondare il colpo: una crisi di governo in questo momento potrebbe infatti aprire la strada a quel governo istituzionale (o di larghe intese) per cui si batte Pier Ferdinando Casini. E ciò non coincide con gli interessi del leader di Forza Italia, determinato a ripresentarsi alle future elezioni come candidato premier.

In altre parole, dietro gli incidenti di percorso della maggioranza c'é molto di più di quanto si possa vedere ad occhio nudo. La teatrale decisione della Cdl di abbandonare l'aula al Senato dopo il voto sull'emendamento Manzione (in cui si sono rivelati decisivi i senatori a vita) sembra soprattutto un modo per tenere sotto pressione il governo e così il tentativo di coinvolgere il Capo dello Stato nello scontro tra i due poli; l'Unione replica accusando il centrodestra di irresponsabilità perché non si trattava comunque di un voto di fiducia ma solo di un emendamento alla riforma.

Tutti guardano con sospetto alle manovre in corso al centro. I prodiani in particolare accusano Francesco Rutelli di lavorare per un cambio di maggioranza: il suo Manifesto, dice Franco Monaco, sembra scritto da chi non ha nel governo nessuna responsabilità e vuole lanciare, all'insegna di un riformismo che scimmiotta la destra, un nuovo asse con l'Udc. Per la verità sono preoccupazioni condivise da Rosy Bindi: entrambi i parlamentari chiedono a Walter Veltroni di far sapere se condivide l'impostazione del leader della Margherita.

La risposta del sindaco di Roma probabilmente ha gelato le attese dei critici: il manifesto rutelliano, ha commentato Veltroni, contiene elementi di grande interesse e coincide in molti punti con la sua piattaforma. Per Dario Franceschini si tratta di un buon impianto riformista ed è giunto il momento di lasciar perdere le dietrologie. Il Partito democratico, garantiscono i due, sosterrà in ogni caso il governo Prodi senza ambiguità.

Ne deriva che la "maggioranza di nuovo conio" di cui parla Rutelli è entrata a pieno titolo nel dibattito interno dell'Unione: il suo principale obiettivo sembra quello di ridimensionare il peso del massimalismo all'interno del centrosinistra, magari con operazioni come quelle sperimentate a Roma da Veltroni (liste civiche, amiche, tematiche). Pdci e Verdi sostengono che il vicepremier punta esplicitamente a farli fuori, Rifondazione invece è meno allarmata anche perché una crisi di governo non si potrebbe risolvere mai con lo scambio sinistra radicale-Udc per la palese disparità di peso parlamentare. Ma resta l'impressione che l'estrema sinistra conti sull'aiuto di Berlusconi per sbarrare la strada ad ipotesi di larghe intese e di superamento del bipolarismo.

In questa partita il ruolo chiave lo continua a giocare naturalmente il presidente del Consiglio. Le voci secondo cui sarebbe indagato per abuso d'ufficio nell'inchiesta di Catanzaro su un presunto comitato d'affari tra Bruxelles e San Marino, non lo hanno scosso: il Professore si è detto estraneo ai fatti e ha ribadito piena fiducia nella magistratura. Berlusconi gli ha prontamente augurato di uscire con onore dall'indagine.

La carta segreta del premier potrebbe essere la proposta di intesa sulle pensioni che sarà resa nota all'inizio della prossima settimana: dai sindacati giungono segnali più concilianti e Antonio Di Pietro invita Prodi a non sprecare l' occasione che gli si offre.

Anche Rifondazione appare più morbida: il segretario Franco Giordano spiega che ci sono le condizioni per un accordo. Il problema, denuncia, è in realtà al centro dove si registrano atti "coscientemente perseguiti": per creare difficoltà al governo, è il sottinteso...

 

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