Dall'Italia

Indagato anche Prodi. Inchiesta Catanzaro

14-07-2007

 . L'inchiesta di Catanzaro su un presunto comitato d'affari che gestisce finanziamenti nazionali e comunitari in vari settori sale di tono quando a metà pomeriggio sul sito di Panorama compare la notizia che nel registro degli indagati c'è il nome di Romano Prodi. Per lui l'accusa ipotizzata sarebbe abuso d'ufficio. In serata il portavoce Silvio Sircana ha detto che Prodi non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. Nessuna conferma neanche dalla Procura: irrintracciabile il titolare dell'inchiesta, il sostituto Luigi De Magistris, a parlare è il procuratore capo, Mariano Lombardi, il quale cade dalle nuvole. "Non sono a conoscenza - dice all'Ansa - dell'iscrizione nel registro degli indagati del Presidente del Consiglio".

Ma Lombardi non si ferma qua e lancia un affondo al suo sostituto.

"Ritengo che se De Magistris - aggiunge, infatti, il procuratore capo - avesse deciso o avesse iscritto il presidente del Consiglio nel registro degli indagati, avrebbe dovuto informarmi. Il che non è avvenuto. Non sono quindi in grado di fornire in merito alcun chiarimento".

Lombardi e De Magistris, tra l'altro, sono stati protagonisti, nei mesi scorsi, di una durissima contrapposizione legata all'inchiesta Poseidone sulla gestione dei fondi della depurazione che si è creata quando Lombardi ha revocato l'inchiesta al sostituto per non essere stato preventivamente informato dell'avviso di garanzia inviato al senatore Giancarlo Pittelli, di Fi. De Magistris ha poi inviato un esposto al Csm e alla Procura di Salerno che hanno avviato accertamenti.

Alle indiscrezioni giornalistiche di ieri pomeriggio, Prodi ha risposto con una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi: "Pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia o informazione al riguardo - ha detto il premier - non posso che testimoniare, come sempre, la mia totale fiducia nel lavoro dei magistrati che hanno voluto tutelare la mia persona, se l'avviso di garanzia sarà effettivamente confermato, con un atto che permetterà di dimostrare la mia totale estraneità a qualsiasi eventuale accusa".

In serata Sircana ha affermato che "il premier Romano Prodi non ha ricevuto alcun avviso di garanzia per l'inchiesta di Catanzaro né a palazzo Chigi né presso la sua abitazione di Bologna".

Cauta anche l'opposizione. Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande dei giornalisti, si è limitato a dire: "Non faccio alcun commento, mi limito ad augurare a Romano Prodi di uscire presto con onore da questa situazione". Identico atteggiamento di estrema cautela ha mantenuto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Mi auguro - ha detto - che al più presto Prodi getti la spugna, perché il suo governo è diventato un serio ostacolo alla modernizzazione dell'Italia. Non speculerò né oggi né mai sulle vicende giudiziarie perché non si può esser garantisti con gli amici e forcaioli con gli avversari politici".

Si è spinto più avanti il capogruppo della Lega al Senato, Roberto Calderoli, legando la presunta vicenda giudiziaria di Prodi all'approvazione della legge sull'ordinamento giudiziario. L'inchiesta che vedrebbe coinvolto Prodi ha lambito nelle scorse settimane personaggi che secondo l'accusa gravitano intorno al Premier: su tutti Pietro Scarpellini, consulente non pagato dell'ufficio del Consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio per i Paesi africani, ed il figlio, Alessandro, entrambi oggetto di perquisizione.

Un'altra persona sottoposta a perquisizione è Luigi Bisignani, il cui ruolo viene considerato significativo dal magistrato e riguarderebbe le questioni finanziarie gestite dal comitato d'affari. Bisignani si è detto estraneo e ha annunciato querele.

"Ancora una volta - ha detto Bisignani - mi vedo costretto a ribadire che non conosco nessuna delle persone indagate in questo ipotetico ‘Comitato di San Marino', di cui ignoro addirittura l'esistenza, né di essermi mai occupato di fondi comunitari o di vicende calabresi".

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