Dall'Italia

Nella tel. Ap, Romano Prodi ieri aBologna

A Catanzaro bocche cucite. Silenzio sulle indagini sul premier, ma spuntano nuove indiscrezioni

di Alessandro Scherri

14-07-2007

CATANZARO. Bocche cucite e corridoi deserti. Dalla Procura della Repubblica di Catanzaro non esce un fiato sulla vicenda che ha posto l'ufficio giudiziario al centro dell'attenzione per l'inchiesta su un presunto comitato d'affari politico-massonico con base a San Marino per la gestione di fondi comunitari sull'asse Calabria-Bruxelles nella quale sarebbe indagato il presidente del Consiglio, Romano Prodi.

Ieri gli uffici della Procura sono rimasti deserti, complice anche il fine settimana lungo per la festività del patrono della città che si celebra domani. Il procuratore, Mariano Lombardi, raggiunto telefonicamente, si è limitato a poche parole: "I doveri istituzionali mi impongono il massimo riserbo". Ben diversa, venerdì, la sua reazione, quando aveva precisato di non sapere alcunché dell'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati e anzi, manifestando meraviglia che il suo sostituto, Luigi de Magistris, non l'avesse, nel caso, informato.

Nessun commento anche dal procuratore aggiunto, Salvatore Murone, mentre continua a rimanere irrintracciabile De Magistris. Resta quindi ancora da capire se e perché Prodi è indagato. Il pm, da quello che è possibile sapere, avrebbe intenzione di verificare l'ipotesi di un possibile collegamento tra l'imprenditore Antonio Saladino, ex dirigente della Compagnia delle opere e personaggio centrale della vicenda, con il Premier. L'ipotesi trae origine da due circostanze: la deposizione di una teste che alla domanda di De Magistris: "Le risulta che le persone facenti parte del comitato siano di area dell' on. Prodi?", ha risposto "mi risulta di sì, per come ampiamente riferito da Saladino"; e dal ritrovamento, sul telefono cellulare sequestrato a Saladino, di un numero di telefonia mobile inserito con l'intestazione Romano Prodi. Un'utenza telefonica non nuova, tra l'altro, per De Magistris perché intestata alla società Delta spa, sulla quale il magistrato sta indagando da tempo nell'ambito della stessa inchiesta Why Not.

A vendere le schede telefoniche che chiamerebbero in causa il premier, secondo quanto riferito dallo stesso a Panorama.it, è stato Anselmo Galbusera, manager della Delta spa, spiegando di averne vendute quattro perché chieste dallo staff del premier per l'Ulivo-I Democratici che ancora, nel 2004, non aveva una partita Iva. Secondo Galbusera, le schede erano intestate "a Romano Prodi, alla sua segretaria Daniela Flamini, al portavoce Riccardo Levi e a Maurizio Damore, un uomo del suo staff".

La circostanza del ritrovamento del numero nel telefonino di Saladino, ha scritto nella sua relazione Gioacchino Genchi, il consulente tecnico del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, secondo quanto riportato ieri da Panorama.it, "lascia ragionevolmente presumere che la Sim Gsm 32074... intestata alla Delta Spa fosse in uso al professor Romano Prodi". Nella relazione il perito parla di Piero Scarpellini di cui "ha riferito la teste Alfa, con riguardo al ‘comitato d'affari di San Marino', con cui sarebbe risultato in rapporti Antonio Saladino. Le prime conferme le abbiamo avute dall'analisi dei cellulari sequestrati a Saladino, nei quali abbiamo rinvenuto l'annotazione dei numeri del cellulare 33560... di Piero Scarpellini". Da quella utenza il perito avrebbe rilevato "numerosi e circolari contatti telefonici con le utenze di Antonio Saladino, Sandro Gozi, Francesco De Grano, Pietro Macrì, Marinella De Grano", oltre a contatti con la Sim Gsm 32074... intestata a Delta Spa.

E' proprio su quelle telefonate che il magistrato intenderebbe fare chiarezza cercando di stabilirne il motivo. Il perito, comunque, avrebbe anche affermato che "ogni ulteriore acquisizione, sviluppo e concreta utilizzazione processuale dei dati di traffico della Sim Gsm 32074..., come pure dei diversi 10 cellulari con i quali risulta nel tempo utilizzata, nonché delle ulteriori Sim Gsm coutilizzate coi medesimi cellulari, è subordinata alla preventiva autorizzazione della Camera" visto che Prodi è stato eletto il 21 aprile 2006.

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