Il fatto

Senatori a vita, Colombo, Levi e Scalfaro

Giustizia. Basta con gli attacchi ai senatori a vita, Marini chiede correttezza. La Cdl: governo finito

di Aldo Puthod

14-07-2007

ROMA. Basta polemiche sui senatori a vita: Franco Marini, all'indomani dell'ennesima tempesta scatenata dal centrodestra, chiede che si torni su binari istituzionalmente corretti. E Romano Prodi, che ritiene che i senatori a vita non siano stati determinanti, aggiunge: "Le frasi e le urla che si sono sentite in Senato venerdì devono fare molto pensare".

"Sui senatori a vita - dice Marini - è una lunga 'querelle'. E' una delle cose che mi dispiacciono perché i diritti sono gli stessi. Sono identici. Lo prevede la Costituzione. Quindi questa cosa la dovremmo fermare, questa è la mia idea e penso che ci possiamo riuscire".

Anche Prodi, del resto, ricorda che i senatori a vita sono parlamentari come gli altri. Per le opposizioni, però, la questione non riguarda il bon ton istituzionale. La questione è politica: esiste o no una maggioranza espressione della volontà degli elettori? Per il centrodestra la risposta è no, perché senza i senatori a vita, che non sono eletti, il governo non ha una maggioranza politica. E' un governo ormai agli sgoccioli, sostiene insomma tutto il centrodestra.

"Se non hanno una maggioranza politica neanche per le controriforme come quella sulla giustizia - dice il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti - come faranno mai a far passare le riforme di cui si riempiono quotidianamente e a vuoto la bocca?".

Rincara il coordinatore 'azzurro', Sandro Bondi: i senatori a vita "non rendono un buon servizio all'Italia" perché contribuiscono "in maniera determinante, a mantenere in vita un governo in crisi la cui permanenza può fare solo del male al Paese".

Ironica, ma non meno seria, l'opinione del capogruppo di FI al Senato, Schifani: "Siamo alla Terza Repubblica, quella dei senatori a vita".

Ancora più pesante il giudizio del vicepresidente della Camera e di Forza Italia, Giulio Tremonti: il voto dei senatori a vita sugli emendamenti è cosa "miserevole": "Non è accettabile, è fuori spirito della Costituzione".

Per An, con Maurizio Gasparri, l' "aiutino" dei senatori a vita è "scandaloso" e la maggioranza governa "senza numeri e senza una maggioranza politica": "Cosa ne pensa Napolitano?", chiede.

La sopravvivenza con i voti dei senatori a vita, per il segretario Dc Gianfranco Rotondi, è comunque per Prodi "un rito di congedo".

E' un governo, dice anche il portavoce dell'Udc Francesco Pionati, a cui restano pochi mesi di vita.

C'é un problema politico, ma anche etico, per Roberto Calderoli (Lega): "Chi non lavora, prende lo stipendio e viene solo per sostenere un Governo diversamente privo di maggioranza sovverte le regole democratiche".

Opinione, peraltro, che trova qualche eco anche nella maggioranza (sui rischi di elezioni anticipate ha parlato ieri Boselli), che comunque fa quadrato su Prodi respingendo le polemiche della Cdl.

"Gli attacchi della destra ai senatori a vita - dice il verde Bonelli - sono indecorosi e strumentali". E Bonelli, come Enzo Bianco, ricorda che nel '94 Berlusconi li utilizzò per tenere in piedi la sua maggioranza.

 

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