La politica

Socialisti. Parte la costituente del partito. Rispunta il garofano rosso

di Sergio Cassini

14-07-2007

ROMA. Il Psi risorge dalle ceneri dopo 13 anni di diaspora provocata dall'inchiesta 'Mani pulite'. E forse il suo logo sarà di nuovo il garofano rosso. La Costituente socialista ha celebrato ieri il grande giorno della rinascita, riannodando il filo che ha sempre legato alla sinistra il partito storico dei lavoratori. Ma l'ambizione di Enrico Boselli e Gianni De Michelis non è solo di mettere insieme gli spezzoni del socialismo centrifugato nella seconda Repubblica: i leader dello Sdi e del Nuovo Psi puntano infatti alla creazione di un polo laico, liberale, radicale e socialista. Che non sia un altro concorrente del Partito democratico a sinistra, ma una "vera voce alternativa in politica" al Pd "che non riesce neppure a iscriversi al gruppo del Partito socialista europeo".

La relazione conclusiva di Boselli non è stata tenera né con il governo né con la sua maggioranza. Di Prodi ha detto "che non potrà durare a lungo" e che "non si possono coltivare illusioni sulla possibilità di evitare elezioni anticipate". Come dire che l'appuntamento delle urne potrebbe essere per l'Unione una catastrofe. Lungo l'elenco delle imputazioni del leader Sdi al premier: "Succube del potere della magistratura, senza anima riformatrice, timido sulle pensioni, debole nel risanamento dei conti pubblici" perché "privo di una vera anima". Insomma "a Romano è mancato il colpo d'ala" e l'atterraggio previsto da Boselli potrebbe essere anche brusco: "Prodi non ha avuto un proprio partito quando esistevano i Ds e la Margherita. Ora rischia di avere un partito, il Pd, che è solo ansioso di sostituirlo alla guida del governo".

Con una metafora, Boselli ha quindi rincarato la dose: "Già abbiamo un'orchestra nella quale nessuno strumentista legge un proprio spartito; ora rischiamo perfino di avere due direttori d'orchestra, Prodi e Veltroni".

Boselli non è apparso per nulla preoccupato per il futuro dell'Unione anzi, buona parte del suo discorso l'ha dedicata all'"astio irragionevole" dei dirigenti del Pci nei confronti di Craxi; ma anche alla "perfidia" dei figli del Pci che nulla hanno fatto contro la diaspora socialista neppure dieci anni dopo mani pulite.

Un Boselli dunque troppo 'cattivo' con gli alleati di governo? Forse. Ma la saldatura con De Michelis è stata possibile solo a questo prezzo. Ecco perché ieri nella costituente socialista sono riecheggiati tanti attacchi al premier e al nascente Pd: critiche che sono state il comune denominatore all'ordine del giorno. De Michelis vede un futuro socialista a due cifre elettorali, "il minimo per compensare i sacrifici di tutti questi anni". Forse i sacrifici non sono stati vani visto che al garofano hanno aderito esponenti liberal-laico-radicali: Lanfranco Turci, Roberto Barbieri e Cinzia Dato, solo per fare i nomi più importanti. Rino Formica, ex ministro del governo Craxi ha portato dalla Puglia le sue legioni. Franco Grillini ci penserà, su ma ha escluso di "versare" nel Psi le fila del movimento per i diritti civili che sta per inaugurare. Cinzia Dato, parlamentare ex Dl ha colpito al cuore la platea socialista: "Aderisco, ma non sono cambiati i miei programmi dell'Ulivo. Purtroppo sono cambiati loro...".

Ad ottobre appuntamento con una grande conferenza per il programma; a dicembre il congresso per la fondazione del partito rinato.

 

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