Economia

Riforma in Finanziaria. Pensioni. L'intesa fra le parti sembra essere vicina

14-07-2007

ROMA. La riforma delle pensioni da mettere all'interno della Finanziaria: un'ipotesi che consentirebbe ai sindacati, una volta siglato l'accordo, di poter aprire una consultazione di massa tra i lavoratori. La proposta 'targata' Rifondazione Comunista viene discussa nel corso del comitato politico nazionale, riunito ieri e oggi a Roma.

L'idea di rinviare all'autunno la discussione politica sulla riforma previdenziale piace al segretario del Prc Franco Giordano che però ci tiene a precisare: "Le decisioni saranno prese dal governo".

Il confronto spostato a dopo l'estate non significa certo che Rifondazione sia pronta ad accettare un compromesso al ribasso. Anzi, le idee sono chiare: sì all'aumento dell'età pensionabile a 58 anni per una ampia platea di lavoratori ma esenzione per un'altra. Un no a qualsiasi aumento di età per turnisti, lavoratori della catena di montaggio, i lavori vincolati e chi ha maturato 40 anni di contributi. Dal Prc arriva il 'niet' anche per i lavori che creano stress, come ad esempio nella scuola.

"E' noto da giorni che non stiamo sulla posizione secca dell'abolizione dello scalone - spiega il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero - il punto è dove si situa il compromesso, se a ridosso dello scalone o a ridosso del programma dell'Unione".

I 'paletti' messi da Rifondazione però non rappresentano un'intromissione nella trattativa tra governo e sindacati. Giordano approfitta della riunione del 'parlamentino' per mettere le cose in chiaro.

Il sindacato, dice, ha un ruolo chiaro e da parte del Prc non c'é nessuna intromissione, questo però non significa che "il partito non può avanzare delle proposte": "Siamo un partito di sinistra di cosa dovremmo parlare?", chiede lo stesso segretario.

Ad 'accusare' però il partito di 'flirtare' con le organizzazioni confederali è Giorgio Cremaschi, esponente della Fiom. Il suo era uno degli interventi più attesi della giornata che non ha tradito le aspettative. Nel suo intervento il sindacalista ha puntato il dito prima sulla relazione del segretario "dove non si è data nessuna spiegazione" su quello che sarà l'accordo per le pensioni, poi ha bocciato il governo accusando Prodi di "capitalismo compassionevole" lanciandosi in una previsione: "Dopo l'accordo il governo Prodi avrà esaurito il suo mandato e si passerà ad una altra fase".

Pollice verso sul governo ed anche sull'ipotesi di riforma: "L'accordo - accusa Cremaschi - alza l'età e conferma nella sostanza lo scalone di Maroni. Quella dei sindacati è una piattaforma fumosa". E a questo punto l'attacco al partito: "Non condivido l'azione del Prc - dice infine - ormai è in atto una mutazione genetica".

Se Franco Giordano evita di replicare direttamente, la risposta ufficiale del partito arriva con Maurizio Zipponi, responsabile lavoro e protagonista della trattativa sulle pensioni. "Sono in totale disaccordo con Cremaschi", dice subito e poi via, punto per punto a ribattere alle accuse.

"L'accordo non è al ribasso - spiega - perché la legge Maroni è già in essere e stabilisce che dal primo gennaio migliaia di lavoratori devono lavorare tre anni in più. Non si può far finta che non accada".

Il responsabile lavoro non usa toni enfatici ma non nasconde che "si sta giocando una partita mortale. Il centrosinistra è incasinato, il governo ha dei limiti, ma questa volta possiamo dire che la differenza tra noi e loro è che noi non abbiamo aumentato l'età pensionabile".

Una volta trovato l'accordo la palla passa ai lavoratori e già si profila una nuova battaglia: "Chiederò ai lavoratori di votare contro", avverte Cremaschi prima di lasciare la riunione.

 

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