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Nucleare. La Corea del Nord annuncia il fermo dell'impianto di Yongbyon

15-07-2007

PECHINO. La Corea del Nord ha annunciato ieri il fermo del reattore del suo maggiore impianto nucleare, quello di Yongbyon. È il primo passo concreto in quasi cinque anni verso la denuclearizzazione del pese asiatico. Soddisfazione degli Usa che ora aspettano la conferma da parte degli ispettori Onu, già arrivati sul posto. "Noi salutiamo questo sviluppo e aspettiamo le verifiche e i monitoraggi riguardo a questo arresto operati dagli inviati dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack.

La Corea del Nord aveva assicurato di voler onorare la parola data, spegnendo il reattore appena ricevute le prime forniture di petrolio previste dall' accordo firmato in febbraio a Pechino dai rappresentanti delle due Coree, degli Usa, della Cina del Giappone e della Russia. Una nave carica di petrolio inviato dalla Corea del Sud era arrivata ieri nel porto nordcoreano di Songbong. "Andiamo direttamente alla centrale nucleare di Yongbyon", aveva detto appena arrivato nella capitale nordcoreana Pyongyang il responsabile del team di ispettori Aiea, Adel Tolba. Il gruppo è composto da dieci esperti dell' agenzia, che si fermeranno nella Corea del Nord per almeno due o tre settimane, quelle necessarie per assistere al blocco totale dell'attività nella centrale atomica.

Il responsabile americano per le trattative con la Corea del Nord, Christopher Hill, che si trova in Giappone, aveva detto di aspettarsi che il reattore venisse spento nel fine settimana: "Penso che sia una questione di oggi, domani, al massimo lunedì". La Corea del Nord, aveva poi aggiunto Hill, deve anche fornire ai suoi interlocutori "una lista completa dei suoi siti nucleari". Almeno sul fermo del reattore Pyonyang è stata più rapida del previsto. In base all'accordo firmato il 13 febbraio scorso in cambio della chiusura del reattore la Corea del Nord riceverà subito una fornitura di 50 mila tonnellate di petrolio e in seguito ne avrà altre 950 mila. L'accordo è stato raggiunto dopo una maratona diplomatica durata quattro anni, nel corso dei quali la situazione è apparsa a volte disperata come il 9 ottobre scorso, quando Pyongyang ha condotto il suo primo (e unico) test atomico.

I rappresentanti dei sei paesi che hanno firmato l' accordo di febbraio si incontreranno mercoledì prossimo a Pechino per definire i prossimi passi del processo che, secondo il testo di febbraio, deve seguire il principio di reciprocità e simultaneità, vale a dire che a ciascun passo verso la concretizzazione compiuto da una delle due parti, l' altra ne deve fare immediatamente un altro.

A rendere possibile l'applicazione dell' accordo è stata anche la rimozione dell' ultimo ostacolo rimasto sulla via del disarmo nucleare della Corea del Nord: la restituzione a cittadini e imprese nordcoreane dei fondi che erano stati congelati per iniziativa degli Usa in una banca di Macao.

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