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David Trezeguet

Trezegue: "Scudetto? Perché no. Gli obiettivi della Juve

15-07-2007

PINZOLO (Trento). Sì, possiamo anche vincere lo scudetto. David Trezeguet non è uno da proclami, ma la nuova avventura bianconera gli ha dato una carica particolare. "Forse abbiamo qualcosina in meno di Milan e Inter - spiega il francese - ma la nostra voglia di rivincite è enorme, la squadra è molto buona e poi non avremo le Coppe. Per lo meno, cercheremo di puntare al titolo".

Parla da leader, insomma, come i mostri sacri bianconeri, da Buffon a Del Piero, a Nedved. E fa capire come anche nella sua vicenda contrattuale abbiano avuto peso sentimenti e galloni acquisiti sul campo nella storia bianconera: "Sono qui da sette anni, ho segnato 140 gol, credo non sia facile in Italia. Ho dato tantissimo e ho ancora tanto da dare. Ho l'appoggio di compagni e tifosi, che ringrazio per come si sono espressi su di me. Credo che la società abbia capito che non era facile trovare un altro Trezeguet, così come non è facile trovare un'altra Juve, anche se le offerte, per me, sono arrivate. Capisco i dirigenti: non era facile rifondare, ma era giusto chiedere di fornare una squadra scudetto".

Non basta, c'è anche un aspetto personale: "Ho grandi amicizie nel gruppo, gente che mi stima molto. È anche per questo che volevo restare, che non ho mai pensato di andar via e tanto meno di andare a scadenza di contratto. Solo, chiedevo una squadra forte, perché credo che la Juventus non possa limitarsi alla sola presenza, deve sempre cercare di vincere. I soldi non erano importanti, tanto è vero che sulle cifre sono bastati cinque minuti per metterci d'accordo. Dico grazie a Buffon, che si è speso per farmi rimanere. Sono state decisive le consultazioni della società con lui e con qualche altro compagno importante, per farle capire che era giusto che rimanessi. D'altra parte, non ero stato io a volere una simile situazione. Il mio gesto all'ultima di campionato significava solo una cosa, che volevo restare".

È convinto che la squadra sia davvero competitiva: "Sarà un'annata difficile perché ci vorrà tempo per amalgamare una squadra con tanti nuovi. Ma la rosa è ampia e ho visto tanta gente con una voglia pazzesca di rivincite. Poi, giocatori come Andrade e Almiron sono acquisti importanti e hanno tutte le caratteristiche per fare bene. Con Iaquinta possiamo anche giocare insieme, Ranieri mi sembra un ottimo tecnico ed è stata una scelta importante. Noi, rispetto a Milan e Inter, abbiamo una voglia di rivincita in più, perché quei due scudetti li avevamo vinti sul campo. Per i nostri tifosi l'Inter sarà un'avversaria particolare, certamente, ma noi vogliamo solo una cosa, riprenderci al più presto lo scudetto. O per lo meno, dobbiamo provarci. Possiamo fare qualcosa di importante, quest'anno, ne sono sicuro.".

Anche lui, come Nedved apre la porta a Cannavaro: "È un grande professionista, ha solo fatto una scelta sportiva che possiamo comprendere. Ma per noi sarebbe il benvenuto". La "chiude" invece a Raiola, il procuratore di Nedved, che aveva fatto qualche allusione sui prolungamenti di contratti effettuati dalla Juventus: "Mi lasci tranquillo e pensi ai suoi assistiti". E il rapporto con gli arbitri, come sarà? "Sarà delicato, come abbiamo constatato l'anno scorso. Lasciamoli tranquilli, sono in buona fede.

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