Visti da New York

Romano Prodi con la sua famiglia

Premier avvisato, mezzo...

di Stefano Vaccara

15-07-2007

 Il giorno che il traballante governo Prodi era riuscito a far passare per un soffio di senatore a vita la sua "riforma" (meglio forse dire "controriforma"?) sulla giustizia, ecco che dal settimanale Panorama (proprietà Berlusconi) arriva la notizia dell'iscrizione al registro degli indagati, per una storia di frodi ai danni dell'Ue, nientepopodimenoché del premier Prodi. Ovviamente il cosidetto "avviso di garanzia" (non lo ha ancora ricevuto) dovrebbe essere appunto di "garanzia", cioè dovrebbe garantire l'indagato, aiutarlo subito a chiarire la sua posizione ai magistrati, in questo caso di Catanzaro, che starebbero indagando su una storia di truffe etc etc Già, così infatti dovrebbe essere dove le leggi non sono create cercando un termine con un significato specifico per farlo poi interpretare proprio con il suo contrario. Ma ciò avviene in Italia appunto, il Paese che con gli "avvisi" ha scritto la storia dei suoi ultimi 15 anni, quindi prendere nota e tenersi forte. Come diceva quel detto? Uomo avvisato, mezzo salvato... Ma quello che doveva servire appunto a toglierti da guai, invece è stato trasformato, ormai la versione corrente è "uomo avvisato... mezzo ammazzato". L'avviso come preludio alla tua fine.

Chi segue questa colonna, sa come non sia un fan del professore di Bologna. Questo perché, forse per un eccesso di esterofilismo, si crede che se il 99% dei paesi che, bene o male, ti assomiglia sceglie i suoi leader in un certo modo, se resti l'unico a farlo diversamente, significa che qualcosa non va. Tranne Churchill e De Gaulle (appunto, Churchill e De Gaulle!) in paesi che si dicono democratici è molto difficile rivedere leader che tornano al potere dopo averli avuti dieci anni prima, ecco quindi che la candidatura del professor Prodi a dieci anni dalla vittoria dell'Ulivo del '96 non è stata digerita. Ma anche Berlusconi, che vinse le elezioni e diventò primo ministro già nel '94 - ridiventandolo nel 2001 -  a tredici anni dalla sua prima volta, chiede agli italiani di farlo tornare a Palazzo Chigi. Si vede che al popolo italiano il politico piace stagionato...

Ma torniamo agli avvisi, alla giustizia e ai giudici. Già, tanti giudici ci sono in Italia. Sono tutti togati, tutti chiamati giudici. La "riforma" così sofferta del ministro della Giustizia Mastella, che stava quasi per far cadere Prodi, è stata fatta per evitare che qualcuno potesse incavolarsi troppo. Avevano pure declamato uno sciopero i giudici, infatti rientrato dopo il passaggio della "controriforma". E perché avrebbero scioperato? Contro una legge di riforma che non avrebbe più consentito a tutti di potersi chiamare giudici...

Qualche anno fa, assistendo alla presentazione di un libro sulla mafia e i magistrati che la combatterono, uno studioso americano con molto candore mi si avvicinò alla fine della presentazione e mi chiese: lei che è un giornalista italiano, mi spiega perché in Italia continuate a chiamare giudici coloro che sono in realtà dei prosecutor? Perché Falcone lo chiamate giudice?

Judge, che in inglese sarebbe quello che stando al di sopra delle parti (l'accusa e la difesa) giudica, anche in Italia è chiamato giudice. Ma lo è anche colui che sta dalla parte dell'accusa. Infatti Falcone, Borsellino, e tanti altri bravi magistrati inquisitori del passato e del presente, sono chiamati giudici. Si tratta del fatto che anche i magistrati inquisitori "appartengono" allo stesso corpo, fanno cioè parte della stessa carriera dei giudicanti. Infatti nella Repubblica Italiana chi è procuratore, insomma chi indaga per lo Stato per scoprire il cittadino che delinque, può sempre cambiare binario e passare dalla parte di chi appunto "giudica" il cittadino dal piedistallo più alto. Ma come fa così un giudice ad essere percepito imparziale? (per un magistrato, la percezione di imparzialità non dovrebbe valere tanto quanto la sua effettiva capacità di esserlo? Cioè, anche se cerchi di essere imparziale ma per questioni oggettive, come per esempio essere stato prima un pm, non riesci più ad apparirlo, rischi di non risultare più imparziale perché comunque non sarai più così percepito).

La "riforma" Mastella, quella passata per un soffio di senatrice a vita, addolcisce la medicina che il precedente governo aveva cercato di far inghiottire alla giustizia italiana. Infatti per Mastella, un pm potrà ancora diventare giudicante, ma dovrà farlo in una regione diversa.... Molti magistrati ai quali non piace dover fare 50 chilometri di autostrada per poter diventare giudicanti erano pronti a scioperare, però alla fine la maggior parte è  stata convinta che il ministro Mastella aveva fatto il massimo e forse sarebbe stato meglio non esagerare.

Non finisce qui però, così intanto Prodi è stato "avvisato". L'interpretazione, se ciò sia avvenuto per essere mezzo salvato o mezzo ammazzato, è una questione di tempo.

 America Oggi/Oggi7 15 luglio 2007-07

Il palinsesto di oggi