Dall'Italia

Claudia Muro di 16 anni, vittima della strada

Pinerolo. Ubriaco investe e uccide una ragazza. Strade a rischio, ormai è una strage

di Alessandro Gavalotti

15-07-2007

PINEROLO (Torino). L'alcool semina ancora morte sulle strade italiane. Sabato a Salerno, dove un ubriaco ha tamponato un'auto uccidendo tre bambini, ieri a San Secondo di Pinerolo, nel torinese. La vittima è di nuovo una minorenne, Claudia Muro di 16 anni. Il suo "carnefice", Corrado Avaro di 30, scampato al linciaggio degli amici della vittima, aveva nel sangue un tasso di alcool tre volte superiore ai limiti previsti dalla legge. Le forze di polizia gli avevano ritirato la patente già tre volte, l'ultima pochi mesi fa.

Ed è polemica per questa tragedia annunciata: "Si doveva evitare", dice il fratello della ragazza, mentre la politica promette l'ennesimo giro di vite.

Tutto è capitato in pochi istanti, all'uscita dalla discoteca Villa Glicine, sulla strada provinciale 161 che dal pinerolese porta verso le montagne. Claudia aveva trascorso la serata nel locale, in compagnia del fidanzato e degli amici e, all'alba, stava per fare rientro a casa.

"Era sulle strisce pedonali", ha raccontato alla polizia un amico della ragazza che ha assistito alla scena. "E la strada, in quel punto, è illuminata bene". "Stavo chiacchierando con un amico - ha proseguito - quando ho sentito quell'auto arrivare a forte velocità". Il ragazzo non ha avuto neppure il tempo di lanciare un urlo, per avvertire l'amica del pericolo imminente: "Il colpo è stato fortissimo - ha detto ancora scosso - e ho visto Claudia volare in aria e ricadere a terra, a molti metri di distanza. Mi sono subito precipitato verso di lei, ma non c'è stato nulla da fare. Claudia era in una pozza di sangue".

L'auto su cui viaggiava Avaro, una Rover 200 di colore bordò, si è fermata dopo una frenata di oltre quarantina metri, davanti agli occhi increduli di una pattuglia dei carabinieri in servizio proprio in quella zona.

"Non si è accorto di nulla - ha riferito un altro testimone - e, quando si è fermato, ha pure cercato di giustificarsi dicendo che andava pianissimo". Un atteggiamento che ha scatenato la rabbia degli amici della vittima e degli altri avventori della discoteca, che si sono scagliati contro di lui. Solo l'intervento dei carabinieri lo ha salvato dal linciaggio. L'uomo si trova ora nel carcere di Saluzzo (Cuneo), accusato di omicidio colposo.

"Purtroppo è successo, ma si doveva evitare", ha commentato affranto il fratello della ragazza, Sergio, che, assieme ai tre fratelli, ha dato la triste notizia ai genitori, in vacanza a Satriano di Lucania, il loro paese di origine in provincia di Potenza. "Non vorrei però - ha aggiunto nella sua casa di Rivalta, dove la famiglia Muro vive e lui è assessore comunale all'ambiente - che mia sorella diventasse un caso nazionale. Preferirei venisse ricordata per la passione e la voglia di vivere...".

Ma di fronte alla morte di una studentessa sedicenne, falciata sulla strada da un automobilista ubriaco, per la politica è inevitabile interrogarsi. Il capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris, chiede al Senato "di ratificare subito la riforma del codice della strada con un accordo bipartisan utile a salvare vite umane". E propone di mandare dritto in carcere "chi, alterato, si mette alla guida".

Duro anche il commento del leghista Roberto Cota, che invita la magistratura ad applicare una "sentenza esemplare". Secondo lui "ci sarebbe lo spazio - ha affermato - per l'applicazione delle norme sull'omicidio con dolo eventuale, perché - ha spiegato - chi si mette alla guida ubriaco accetta il rischio di uccidere".

Una tesi condivisa dal pm di Bologna Valter Giovannini, che nei mesi scorsi chiese addirittura la cattura per omicidio volontario di un uomo, ubriaco e drogato, responsabile della morte di un altro automobilista. Il gip aveva però respinto la sua richiesta.

Il palinsesto di oggi