La politica

Piero Fassino

Governo. La sinistra attacca i Dl: "Guastatori neocentristi"

di Fabrizio Nicotra

15-07-2007

ROMA. Sinistra radicale sempre sul piede di guerra. Continuano gli attacchi al Pd e in particolare alla parte centrista, cioé alla Margherita. Rifondazione comunista, Verdi e Pdci insistono: i pericoli, per la tenuta del governo, arrivano dai Dl e da Francesco Rutelli. Gli uomini del vicepremier però non ci stanno e rivendicano: siamo sempre stati leali.

Il segretario Ds, Piero Fassino, cerca di calmare le acque, e tuttavia avverte: l'Unione resti unita ma, per garantire stabilità, cerchi convergenze oltre i confini della coalizione. Insomma, la maggioranza vive una fibrillazione costante, agitata soprattutto dal dibattito sulla riforma delle pensioni e da quello sulla legge elettorale. Ma secondo Clemente Mastella, per ora, il governo resterà in sella: senza novità, assicura il Guardasigilli, Romano Prodi è destinato a durare.

Il mix pensioni-referendum elettorale rischia dunque di essere esplosivo per la tenuta di una coalizione ormai piuttosto sfilacciata ed esposta continuamente a incidenti di percorso al Senato. I piccoli partiti sono letteralmente terrorizzati dall'ipotesi che si possa celebrare il referendum e vivono una situazione di difficoltà.

Le tensioni, alimentate anche dal Manifesto per il Pd di Rutelli, che ipotizza "alleanze di nuovo conio", si scaricano allora sulla trattativa per la previdenza e oggi le dichiarazioni dell'ala sinistra dimostrano il livello di conflittualità.

Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio non ha dubbi: la tenuta dell'Unione è a rischio a causa delle divisioni "alimentate da nostalgie neocentriste, se non da veri e propri guastatori". Dai centristi, avverte allora il leader dei Verdi, "servono atti più costruttivi e meno provocazioni". Il segretario del Prc Franco Giordano assicura che il partito vuole l'accordo sulle pensioni, ricorda che la proposta avanzata da Rifondazione è in linea con il programma del centrosinistra e denuncia invece resistenze al centro. Sulla stessa linea il Pdci, che accusa i settori centristi di "remare contro il programma".

Attacchi che non vanno giù agli uomini di Rutelli, che li rispediscono al mittente. "Siamo sempre stati leali - reagisce il dielle Renzo Lusetti - gli elettori dell'Unione non sono solo quelli di Pecoraro o del Prc, ma soprattutto quelli riformisti". E allora, prosegue, dobbiamo mantenere gli impegni e, se così non sarà, "prendiamo atto che bisogna ridisegnare la coalizione".

Un'idea condivisa anche dal ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni (ex Ppi della Margherita): "Mi auguro che la sinistra radicale sappia perdere quelli che non consentono affidabilità e credibilità. Se questo non avviene, si chiude un capitolo e bisogna aprirne uno nuovo".

Fassino cerca di tenere bassi i toni e di rassicurare gli alleati. Intervistato da ‘l'Unità', il leader dei Ds sostiene che l'Unione deve rimanere unita e assicura che nessuno sta pensando di sostituire pezzi della maggioranza con altri partiti. Detto questo, ammette, i problemi esistono e per governare bisogna cercare convergenze su singoli temi con altre forze politiche. Il riferimento è all'Udc di Pier Ferdinando Casini.

Insomma, i movimenti non mancano, così come fibrillazioni e tensioni. Toccherà al presidente del Consiglio trovare una mediazione per restare a Palazzo Chigi. A partire dalla riforma delle pensioni. Prodi sa che non è un compito facile, ma sa anche che per il momento alternative alla sua maggioranza non sembrano praticabili. Circostanza di cui sono consapevoli anche gli alleati.

"La verità - dice infatti il leader dell'Udeur Mastella - è che si va alla ricerca di una novità. E fino ad allora rimane quello che c'é".

 

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