Dal Mondo

Giuramento di Shimon Peres

Israele/Peres nuovo capo dello Stato

di Aldo Baquis

16-07-2007

GERUSALEMME. Il premio Nobel per la pace Shimon Peres, uno dei fondatori di Israele, da mezzo secolo protagonista della sua vita politica, è da oggi il nuovo Capo dello Stato. Per i prossimi sette anni in cui rivestirà quella carica ha già messo a punto una lunga lista di programmi da realizzare fra cui il superamento delle divisioni sociali interne, l'avvicinamento fra Israele e la Diaspora ebraica e l'incoraggiamento alla pace con i vicini arabi.

Nel suo discorso alla Knesset (parlamento) Peres ha anche spiegato che cercherà di favorire progetti per lo sviluppo di Gerusalemme, del Neghev, della Galilea e della ‘Valle della Pace' (fra la Giordania da un lato, e Israele e Anp dall'altro) fiducioso che "l'economia farà da bulldozer per la pace".

Nella visione di Peres è prioritario "rafforzare lo stato di Israele in misura tale da consentirgli di fare la pace con i vicini". Anche ieri, in una intervista stampa, egli ha ribadito che è importante per Israele "liberarsi" dei Territori. In un discorso improntato all'ottimismo Peres (84 anni) ha rilevato che "le persone invecchiano, mentre la fede no". Da giovane, ha detto, voleva fare "il pastore, o il poeta che conta le stelle". Invece, con sette anni di ritardo rispetto al luglio 2000 quando la Knesset gli preferì Moshe Katzav (Likud), adesso vede finalmente dischiudersi i cancelli della residenza presidenziale. Il suo rivale di allora, travolto dallo scandalo ‘sexgate', è stato costretto a seguire la cerimonia da casa. La vita, dunque, è ricca di sorprese e anche oggi Peres dà fiducia da vendere agli israeliani: "Anche se a volte l'atmosfera sembra autunnale, anche se il giorno sembra grigio ha affermato, riferendosi anche agli scandali di corruzione degli ultimi anni il Presidente che avete eletto non si stancherà mai di incoraggiare e di ricordare che la primavera ci attende dietro l'angolo. La primavera verrà... Israele diventerà uno stato esemplare".

Nel suo discorso Peres è partito da lontano, dalla città polacca di Volojin dove nacque, dalla figura del nonno (il rabbino Zwi Meltzer), dal terribile rogo della sua sinagoga in cui arsero vivi "ebrei che indossavano il talled", il manto rituale ebraico, e anche dal cimitero della città dove avrebbe notato la lapide di un ebreo che portava il suo stesso nome: Shimon Persky. Peres ha anche reso omaggio a David Ben Gurion ("il più grande degli ebrei") e a Yitzhak Rabin ("ci hanno ucciso un grande leader, ci hanno colpito al cuore") mentre ha augurato salute ad Ariel Sharon, in coma da un anno e mezzo, che resta ai suoi occhi "un valido combattente, un leader coraggioso".

Con una vena di malinconia Peres ha dato l'addio alla Knesset, dopo 48 anni di presenza continua. La presidente della Knesset, Dalia Yitzik, ha espresso i sentimenti di molti chiedendogli in questa occasione scusa per le numerose amarezze inflittegli nella lunga carriera politica. Spesso viene infatti notato che Peres, mentre gode di un prestigio internazionale molto vasto, non è altrettanto apprezzato in patria. Questo scompenso comincia dunque ad essere rimarginato. I collaboratori di Peres hanno riferito che da numerose parti al mondo Peres è stato invitato a compiere visite ufficiali. Altri Capi di stato vorrebbero già andare a Gerusalemme per incontrarlo.

Il nuovo presidente israeliano nei prossimi mesi rischia di essere molto occupato. Lui, l'interessato, ha detto ieri agli israeliani che non devono affatto preoccuparsi: la sua residenza è anche la loro casa. "Non abbiate paura di chiamarmi ha detto - il telefono è noto".

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