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Arturo Gatti

L'addio di Arturo Gatti. Pugilato

16-07-2007

ATLANTIC CITY. Arturo Gatti ha detto basta. L'idolo del New Jersey, dopo 49 incontri di cui 40 vinti per ko, molti dei quali terminati in autentiche battaglie all'ultimo sangue, ha messo fine alla sua carriera professionistica. L'epilogo di più un decennio fatto di sorprendenti vittorie ed altrettante terribili sconfitte è andata in scena sabato sera ad Atlantic City dove Gatti è stato sconfitto da Alfonso Gomez. Ma forse un pugile della fama e del passato di Arturo meritava un addio migliore.  Ha fermarlo infatti è stato Alfonso Gomez, pugile semiprofessionista (17-3-2) di origini messicane, catapultato sul ring della Board Walk Arena di Atlantic City direttamente dal "The Contender", il reality show di Espn sul mondo del pugilato. Un atleta che sul piccolo schermo aveva fatto vedere buone cose ma che era completamente da testare su un ring "vero".

Un incontro che sembrava fatto apposta per Arturo ‘The Thunder" intento a ricostruire la sua immagine dopo che quest'ultima era stata seriamente danneggiata dalla tremenda sconfitta patita contro lo sconosciuto Carlos Baldomir poco più di un anno fa.

E invece le cose sono andate come nessuno, né all'interno del team di Gatti, né tantomeno dei 9mila fans che anche ieri lo incitavano, credeva possibile..

Gatti è stato umiliato, incapace di resistere agli attacchi del giovane messsicano più veloce ed efficace nel fissare i tempi degli attacchi con il jab sinistro e devastante con il destro.

Dopo l'ennessima serie di colpi, uno spento e barcollante Gatti è caduto al tappeto costringendo Larry Hazzard, Control Board Commissioner dello Stato del New Jersey ad irrompere nel ring e fermare l'incontro.

Era il settimo round e anche l'ultimo per la carriera di Arturo.

Nello spogliatoio è arrivato l'addio definitivo al pugliato: "Hasta la vista baby -ha esordito Arturo-. Non posso più subire questo genere di punizioni. Non posso combattere ad armi pari nella categoria welter e alla mia età non posso più scendere sotto i 147 pounds. Perciò vi saluto".

Poi, con ancora il labbro sanguinante per un profondo taglio, è arrivato il momento della commozione: "Ringrazio tutti -ha detto Gatti-, la gente che mi ha seguito e ha tifato per me con grande calore e affetto. Tornerò ancora alla Board Walk, ma questa volta come spettatore".  Gatti lascia lo sport dopo aver regalato memorabili incontri, su tutti la trilogia con Micky Ward (sabato sera  suo allenatore nell'angolo), ed essere stato considerato unanimemente come uno dei pugili più emozionanti dell'ultima generazione. Non sarà mai ricordato tra i pugili tecnicamente più dotati ma in quanto a cuore e coraggio Arturo è stato uno dei migliori di sempre. Il pugilato e i suoi fan ne sentiranno la mancanza.

 

 

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