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Tour de France. Rasmussen tappa e maglia

16-07-2007

tignes. Il danese Michael Rasmussen (Rabobank) ha vinto ieri in solitaria la ottava tappa del Tour de France, la Le Grand-Bonard-Tignes di 165 km. Con la vittoria ha conquistato anche la maglia gialla. L'ex leader, il tedesco Gerdemann (T-Mobile), è al secondo posto, mentre al terzo della classifica c'é lo spagnolo Iban Mayo (Saunier Duval).

L'australiano Robbie McEwen, Danilo Napolitano e il francese Cédric Herve sono finiti fuori tempo massimo al termine della tappa del Tour e quindi esclusi dalla Grande Boucle. McEwen era caduto in corsa. I tre sono arrivati con un ritardo di 1.16'33', e il tempo massimo per questa tappa era calcolato invece di 40'34".

A 11 anni di distanza, dunque, un altro danese in maglia gialla: dopo Riis nel 1996, Miki Rasmussen è in testa alla Grande Boucle.

Già campione del mondo in mountain bike nel 1999, Rasmussen è uno scalatore puro: dopo la vittoria nella Mtb ad Are in Svezia restò letteralmente disoccupato e si diede alla bici da strada.

Con l'impresa di ieri il corridore della Rabobank conquista la vetta del Tour de France, oltre che la sua terza tappa: ne ha vinto infatti una per edizione dal 2005 ad oggi e sempre quando la strada sale.

Il danese stavolta ha vinto in solitaria la Le Grand- Bonnard-Tignes, 165 km, frazione alpina con arrivo in salita.

Lo scalatore danese, che vive in Italia sul Lago di Garda, è scattato dal gruppo della maglia gialla sulla prima salita della giornata, sul Roselend, e ha raggiunto i primi fuggitivi di giornata. Ha poi portato il suo attacco decisivo sulla ascesa finale verso Tignes restando da solo e tagliando il traguardo con un vantaggi di 2'47" sul secondo, lo spagnolo Iban Mayo. Mayo faceva parte di un gruppetto di contrattaccanti del quale faceva parte anche Valverde, Schleck, Evans e Kashechkin.

Alle loro spalle in difficoltà Vinokourov sull'ultima salita: ora in classifica il kazako partito per vincere che corre con 15 punti su entrambe le ginocchia per le ferite riportate l'altro giorno, paga 5'23".

Per Rasmussen si è trattato di una fuga di 80 km, di cui 45 in salita: nessuno dei compagni gli ha mai dato un cambio e il danese sembrava avere un passo doppio rispetto agli altri corridori. Ha tirato da solo per 80 km e ha compiuto l'impresa. La maglia gialla della partenza, ossia il tedesco della T-Mobile, Gerdemann, è arrivato con 5'04" di ritardo da Rasmussen e in classifica paga 43" al danese.

Al terzo posto ecco Mayo, risorto durante l'ultimo Giro d'Italia, attardato di 2'39".

La nuova maglia è il frutto di un Tour dove non ci sono ancora padroni, dove i big finora non si sono presi la responsabilità di fare la corsa. Alle cadute di Vinokourov e Kloden dei giorni scorsi si sono aggiunte oggi quelle di O'Grady, che è stato trasportato in ospedale per accertamenti e soprattutto di Rogers.

L'australiano della T-Mobile ha picchiato contro un guardarail e si è ritirato. Era nella fuga buona e avrebbe potuto dare un altro sapore al Tour, che così perde un altro protagonista.

 Due big australiani out, nessun segno di vitalità da parte degli italiani, se non il duro lavoro da gregario di Savoldelli per Vinokourov. Con Rasmussen in fuga i contrattaccanti si sono un po' guardati, Valverde ha tentennato ma poi ha recuperato.

Oggi giorno di riposo, domani si sale sul Galibier.

 

 

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