Dall'Italia

Pulci Calogero

Mafia. Arrestato a Caltanissetta un pentito. Progettava attentati

17-07-2007

Mafia
Arrestato un pentito: progettava attentati

CALTANISSETTA. Da autista di Piddu Madonia a collaboratore di giustizia in processi di prima grandezza (da quelli sulle stragi di Capaci e via D'Amelio a quello contro Marcello Dell'Utri) per tornare poi a riscuotere il pizzo e progettare attentati, con l'ambizione, addirittura, di farsi boss. È la storia di Calogero Pulci, arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Caltanissetta su mandato della Dda con l'accusa di associazione mafiosa, omicidio, porto illegale di armi, estorsione e danneggiamento. Scarcerato nell'ottobre scorso, il pentito era tornato a vivere a Sommatino (Caltanissetta), suo paese d'origine, dopo aver chiesto ed ottenuto di lasciare il programma di protezione.
E lì, hanno accertato gli investigatori anche con intercettazioni ambientali e telefoniche, aveva iniziato a programmare attentati intimidatori ai danni di imprenditori ai quali imponeva il pagamento del pizzo, ma anche contro i carabinieri del proprio paese che lo sorvegliavano e nei confronti del il candidato sindaco del proprio paese alle ultime elezioni amministrative, il medico Salvatore Gattuso.
Gli investigatori hanno inoltre accertato che l'ex pentito aveva programmato di uccidere il pregiudicato Domenico Cianci, per vendicarsi di un vecchio tentativo di omicidio, per il quale è ancora in corso un processo, che era stato compiuto proprio nei confronti di Pulci nel 1991, quando venne ferito alla testa con un colpo di pistola.
Voleva inoltre intimidire il maresciallo dei carabinieri di Sommatino, Nicolò Zuccalà, incendiandogli l'auto o sparando alcuni colpi di pistola alla carrozzeria, come ritorsione per i serrati controlli a cui veniva sottoposto dai militari dell'Arma.
I magistrati contestano nel provvedimento di fermo anche la tentata estorsione all'imprenditore Diego Drogo, nei confronti del quale Pulci avrebbe commissionato il danneggiamento della saracinesca del supermercato, avvenuto il 28 marzo 2006, con l'esplosione di alcuni colpi d'arma da fuoco. L'obiettivo dell'ex collaboratore di giustizia sembra fosse, addirittura, quello di scalzare ai vertici della cosca mafiosa locale il boss Francesco La Quatra di Sommatino (Caltanissetta).
Di certo, a giudizio degli inquirenti, Pulci disponeva di armi e manovalanza criminale per la commissione di delitti ed estorsioni, ed era fondato il pericolo che potese fuggire qualora avesse avuto sentore che vi erano indagini nei suoi confronti.

 

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