La politica

Emma Bonino

Pensioni. La Bonino rimette il mandato. Prodi accelera

di Giuseppe Tito

17-07-2007

ROMA. Romano Prodi chiede l'ultimo colpo di reni a governo, maggioranza e parti sociali per chiudere la spinosa partita della riforma pensionistica in settimana, al massino entro venerdì, dopo aver illustrato tutto il pacchetto alle parti sociali giovedì, al suo rientro dalla missione in Slovacchia che lo terrà oggi fuori dall'Italia.
È una accelerazione che il presidente del Consiglio ritiene ormai necessaria, anche per evitare lo stillicidio di polemiche, precisazioni e distinguo da parte delle due anime della coalizione, quella riformista e quella della sinistra massimalista. Una conferma di quanto siano diventate delicate le fibrillazioni nell'Unione sulla partita delle pensioni è rappresentata proprio dalle dimissioni annunciate, ed immediatamente respinte dal premier, del ministro delle Politiche europee Emma Bonino. È la riprova, si sottolinea in ambienti parlamentari vicini al presidente del Consiglio, che ogni giorno che passa senza prendere una decisione rischia di sfilacciare i rapporti all'interno del centrosinistra, con esiti sempre più incerti sia per quanto riguarda gli sviluppi politici sia per quanto riguarda le sorti stesse della riforma delle pensioni.
Il Professore ritiene legittime tutte le osservazioni, sia quelle esternate ieri da Emma Bonino, sia quelle dei riformisti del Partito democratico, sia quelle della sinistra. Tutti pongono problemi tutto sommato condivisibili, sarebbe il ragionamento del premier, anche se poi il risultato si può raggiungere solo con una ragionevole "sintesi" di tutte queste posizioni. Prerogativa che spetta al presidente del Consiglio il quale, ieri, ha deciso per lo sprint finale, con l'obiettivo di coprire gli ultimi passi che separano le parti da una intesa accettabile con una bruciante accelerazione. Un quadro che Prodi dipinge con chiarezza rispondendo al ministro radicale. Nella lettera, senza negare le ragioni della Bonino, il premier va al centro della questione: la riforma delle pensioni è la partita più impegnativa e difficile che il governo abbia mai affrontato, va giocata e chiusa cercando di coniugare i due aspetti che sono al centro del contenzioso, e cioé il rigore dei conti con la necessità di dare ai cittadini un sistema "equo e giusto".
Una sintesi che il presidente del Consiglio rivendica con forza, garantendo, comunque, che il Paese sarà portato fuori dalle secche di una economia asfittica, senza però essere messo in ginocchio.

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