Il fatto

L'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari con Maria G. Calipari (foto archivio)

Dossier Sismi. Pollari nega gli illeciti

17-07-2007

ROMA. Nega qualsiasi coinvolgimento nell'attività di dossieraggio riscontrata nell'ufficio di Via Nazionale gestito dal suo "pupillo" Pio Pompa, riferisce di non sapere nulla di carte riguardanti magistrati "da disarticolare", spiega infine di non avere alcun portavoce.
L'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, si è difeso per un paio d'ore al Copaco (Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti), che lo ha sentito sull'archivio di via Nazionale. In precedenza, nella stessa mattinata, il Copaco ha ascoltato sullo stesso argomento i procuratori romani Giovanni Ferrara e Pietro Saviotti, titolari dell'inchiesta, nonché il predecessore di Pollari al Sismi, Gianfranco Battelli.
I magistrati romani hanno ribadito di procedere perseguendo due reati: peculato (per uso improprio di risorse del Sismi) e violazione di corrispondenza (per l'intromissione nella rete internet dell'associazione europea di magistrati Medel).
Non emergerebbero invece attività di spionaggio sulla vita privata dei magistrati, sulle abitudini personali, come tendenze al gioco d'azzardo e relazioni private. Registrate invece raccolte dati sull'orientamento politico delle toghe. Ferrara ha inoltre spiegato che la procura "non ha acquisito contratti di affitto dell'ufficio di via Nazionale e probabilmente non esistono".
Da parte sua, l'ammiraglio Battelli, ha detto di "non aver mai visto né conosciuto Pompa" e di "non sapere nulla sull'ufficio di Via Nazionale". Poi è stata la volta di Pollari, che è stato incalzato dagli esponenti del centrosinistra. Secondo quanto si apprende, l'ex direttore del Sismi avrebbe negato di essere al corrente di attività di dossieraggio illegale nei confronti di magistrati. "Se in quell'ufficio sono stati raccolti dossier illegali - avrebbe spiegato - io non ne ho mai saputo nulla: non avrei mai avallato comportamenti incompatibili con i nostri compiti".
Quanto ai documenti ritrovati in Via Nazionale, il generale avrebbe osservato che il materiale prodotto da un addetto alle fonti aperte qual era Pompa, non passa automaticamente nei documenti del servizio o sul suo tavolo, ma viene prima trattato da altri uffici che fanno riscontri e verifiche. Ha poi fatto sapere che Pompa è diventato consulente del Sismi nel novembre del 2001 (Pollari è stato nominato direttore nell'ottobre di quell'anno) e nell'aprile del 2004 è stato assunto, ma non per chiamata diretta da parte del direttore, bensì per concorso. Sempre nel 2004 è stato aperto l'ufficio di Via Nazionale. È stato anche chiesto conto al generale di alcuni fatti specifici, come ad esempio la sua conversazione telefonica con Pompa, in cui i due parlavano di quello che il giornalista Renato Farina (la fonte "Betulla") avrebbe dovuto chiedere al pm milanese Armando Spataro.
Pollari avrebbe spiegato di aver parlato al telefono con Pompa infinite volte e quindi non ha negato quelle conversazioni, ribadendo però l'assenza di fatti illeciti.
L'ex numero 1 del Sismi ha infine spiegato che "nessuno è autorizzato a farmi da portavoce. Se devo dire qualcosa lo dico nelle sedi proprie", smentendo così le parole a lui attribuite dal senatore Sergio De Gregorio ("Pollari è pronto a raccontare la sua verità dagli anni '80 in poi").
Alle richieste di chiarimento, Pollari avrebbe spiegato che lui, da direttore del Sismi, è naturalmente venuto a conoscenza di molte cose, ma non ha mai pensato di rivelare segreti. Al termine dell'audizione, il vicepresidente del Copaco, Massimo Brutti, si è detto insoddisfatto. "Non ha - ha osservato - aggiunto assolutamente nulla a ciò che già sapevamo. Da lui ci aspettavamo un contributo che non è venuto".
Nessun dato, ha proseguito, "ci induce a tirare un sospiro di sollievo e a dire che tutto va bene. C'é un problema serio che richiede un accertamento responsabile ed un'opera di rinnovamento per fare pulizia".
Diversa l'opinione del senatore Alfredo Mantovano (An), secondo cui "la prima impressione è che la vicenda si sia ridimensionata: c'é un castello di anomalie che si sta progressivamente sfaldando".
Il segretario del Copaco, Emanuele Fiano (Unione), ha invitato ad "attendere gli accertamenti della magistratura e del Sismi su quei documenti, prima di tirare le somme". Oggi, il Comitato ascolterà il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Enrico Micheli. Poi inizierà il difficile lavoro per cercare di arrivare ad un documento condiviso sulla vicenda.

 

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