Economia

Istat/ La spesa pubblica oltre il 50% del Pil

17-07-2007

ROMA. Corre la spesa pubblica in Italia e, per la prima volta dopo un decennio, a causa anche di partite straordinarie (Iva auto e Tav), sfonda il muro del 50% del Pil: in altre parole gli italiani devono spendere la metà di quanto producono in un anno solo per fare funzionare la "cosa pubblica".
La denuncia arriva dall'Istat durante l'audizione sul Dpef davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. E sempre durante l'audizione l'istituto ha fornito le proiezioni su un eventuale taglio dell'Ici che riguarderebbe una platea di oltre 17 milioni di famiglie. Un taglio che il governo - dice il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa durante una tavola rotonda dell'Udeur "condivide" tanto che è indicato nero su bianco nel Dpef. Documento intanto contestato dai rappresentanti dell'Anci che, poco convinti che il taglio Ici non abbia ricadute negative sui bilanci comunali, chiedono al Parlamento uno "sforzo di fantasia".
Per quanto riguarda la situazione del Paese l'Istat ricorda intanto che la crescita del Pil già acquisita nel primo trimestre di quest'anno è pari all'1,4% e per raggiungere un incremento medio annuo del 2%, come indicato dal documento, servirebbe "un'evoluzione caratterizzata da un tasso di incremento congiunturale medio dello 0,4% per i rimanenti trimestri dell'anno".
Il risultato previsto - ha spiegato il presidente, Luigi Biggeri - "corrisponde al proseguire di un'espansione ciclica di intensità moderata, in media lievemente inferiore a quella dell'ultimo anno".
Mentre per quanto riguarda la spesa pubblica l'Istat spiega che "per la prima volta dopo un decennio" l'anno scorso ha superato quota 50% del Pil attestandosi al 50,5% contro il 48,6% del 2005. Un risultato su cui hanno pesato anche uscite straordinarie per 29,7 miliardi legate ai rimborsi Iva sulle auto aziendali e il debito che si è accollato lo Stato per la Tav. Senza questi oneri straordinari l'indebitamento netto sarebbe stato pari al 2,4% del Pil con una spesa al 48,5% del Pil. Ma al di là delle cifre macro che l'Istat conferma il "focus" dell'istituto è soprattutto sulle "emergenze" sociali.
Innanzitutto la casa: un bene ancora "difficile" soprattutto per le famiglie di giovani (sotto i 35 anni) su cui il Governo ha annunciato un intervento. In particolare il taglio all'Ici che potrebbe coinvolgere una platea di 17,3 milioni di famiglie, e gli sgravi sugli affitti che coinvolgerebbero 4,2 milioni di nuclei familiari.
Critici sul documento di programmazione i rappresentanti dei Comuni che sottolineano come serva in Parlamento uno "sforzo di fantasia" per evitare di mettere i comuni in difficoltà di bilancio a causa del crescente costo dei servizi e pongono dubbi sul taglio dell'Ici e le eventuali compartecipazioni ad altro tipo di gettito.
In ogni caso il ministro Padoa-Schioppa ha auspicato oggi che si possa arrivare "entro l'estate" ad una revisione del Patto di Stabilità interno da accogliere poi nella Finanziaria.

 

Il palinsesto di oggi