Economia

Alitalia. Air One si ritira dalla gara. Asta fallita, sindacati in allarme e si riaffaccia Air France

17-07-2007

ROMA. A queste condizioni è impossibile rilanciare Alitalia. Air One sbatte la porta ed esce dalla gara per la privatizzazione di Alitalia, che si avvia così verso il fallimento. "Le attuali condizioni di vendita non consentono la realizzazione di un piano forte di risanamento e rilancio di Alitalia", spiega il gruppo di Carlo Toto in una nota con la quale ufficializza la decisione di uscire di scena in attesa di eventuali modifiche del bando di gara. Un abbandono che avviene "con grande disappunto", spiega la nota, mentre lo stesso Toto, parlando con i sindacati, si è detto "amareggiato" per l'esito della vicenda e per aver percepito "resistenza" al suo progetto sia da parte della maggioranza che dell'opposizione.
Un muro bipartisan a quella che, per Toto, dopo sette mesi di gara rimane "la migliore soluzione per il rilancio di Alitalia", anche attraverso la scelta di un amministratore delegato "di livello internazionale" ed un piano strategico che puntava a riportare i bilanci in utile in tempi brevi. Nessun commento, invece, dai partner di Intesa Sanpaolo, con i quali Toto aveva predisposto un piano finanziario che prevedeva la ricapitalizzazione della sua holding.
Fonti finanziarie vicine alla vicenda sottolineano però che "i paletti e le condizioni posti dal Tesoro erano eccessivi", anche se, alla fine, è "stata comunque una decisione presa dallo stesso imprenditore". Un primo giudizio sul fallimento dell'asta e l'uscita di Toto arriverà domani mattina in borsa dove oggi Alitalia ha recuperato un pochino chiudendo con un più 0,35% a 0,8 Ieri sono arrivati anche i dati sul traffico di giugno, che indicano una crescita dell'1,5% per i passeggeri e del 7,5% per le merci. Il punto di rottura è arrivato nel pomeriggio con la versione definitiva del contratto di privatizzazione predisposto dal Tesoro e inviato proprio oggi ad Air One. Toto ha provato a chiedere modifiche rispetto alla versione preliminare inviata da Via XX Settembre ai concorrenti selezionati nella short-list ma evidentemente le risposte del Tesoro non sono state sufficienti a convincere la seconda linea aerea italiana a proseguire nella gara.
Fra gli aspetti a cui Air One sembra aver prestato particolare attenzione sono state spesso indicate le modalità con cui intavolare le trattative con i sindacati e quelle con cui si potrebbe procedere alla ristrutturazione di Az Servizi, la società che controlla tutti i servivi di terra. La data del 23 luglio, termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti, diventa adesso una scadenza effimera visto che la gara, sottolinea il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, "é praticamente fallita, considerato che si è ritirato l'unico pretendente più accreditato".
Il gruppo americano Matlin Patterson, formalmente, è infatti ancora in gara ma da un lato, come detto dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, "non ha dato segnali di vita", mentre dall'altro non sembra in grado di rispettare il requisito dell'italianità presente all'interno del bando di gara. Il destino dell'asta appare quindi segnato. E a questo punto, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie, sarebbero pronte a rifarsi sotto anche Air France/Klm e Lufthansa.
Forte allarme nei sindacati. La gara per la privatizzazione "é praticamente fallita visto che si è ritirato l'unico pretendente più accreditato", dice il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi, secondo il quale "lo scenario che si apre è quello dei falchi pronti a ricapitalizzare la Compagnia prendendosela a prezzo di svendita". Fra i candidati c'é in prima linea Air France. "Se nei prossimi giorni il Governo non ci illustrerà un progetto serio - ha dichiarato il segretario del Sindacato dei Lavoratori (Sdl) Fabrizio Tommaselli - si corre il rischio di una situazione esplosiva e quindi che la bomba scoppi in piena estate.

 

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