Dagli USA

Terrorismo. Pronto un altro maxi-attacco all'America. La Casa Bianca ha presentato un rapporto declassificato

di Marco Bardazzi

17-07-2007

WASHINGTON. Due paginette che sintetizzano tre anni di analisi della comunità d'intelligence e in pratica rilanciano un allarme noto: Al Qaida vuol tornare a colpire in modo spettacolare l'America.
Con un gesto che ha suscitato sospetti di voler influenzare il dibattito in Congresso sulla guerra in Iraq, la Casa Bianca ha presentato un rapporto declassificato che svela le preoccupazioni della Cia per nuove stragi e anche in Europa, e indica nell'Iraq il nuovo epicentro del terrorismo planetario.
Secondo il rapporto, il network di Osama bin Laden cercherà "di far leva su contatti e disponibilità di Al Qaida in Iraq" per colpire gli Usa e gli alleati.
La filiale irachena dell'organizzazione viene definita "la più visibile e capace e l'unica di cui si ha notizia che abbia espresso il desiderio di attaccare il suolo americano". L'America e l'Europa sono quindi a rischio di attacchi che creino "scenari di distruzione visivamente drammatica", come quelli contro le Torri Gemelle e il Pentagono nel 2001, anche con il ricorso ad armi biochimiche e nucleari.
Il documento è un estratto del National Intelligence Estimate (Nie), il più importante prodotto collettivo delle 16 agenzie federali (Cia, Nsa, Fbi, Dia e le altre) che compongono la comunità d'intelligence. Sulla base del Nie, il presidente George W.Bush negli ultimi tempi ha dato disposizione di intensificare i contatti con l'antiterrorismo soprattutto in Europa. Frances Townsend, consigliere del presidente per la sicurezza interna, ha riferito che incontri ad alto livello per discutere la minaccia di Al Qaida sono avvenuti di recente con i vertici dell'antiterrorismo "in Italia e in Germania" e si estenderanno ora alla Francia.
La mossa dell'amministrazione Bush di declassificare parti del Nie, dopo che la scorsa settimana ne era trapelato il contenuto, ha esposto però la Casa Bianca all'accusa di strumentalizzare il terrorismo in chiave irachena. La presentazione del rapporto è avvenuta, con una certa enfasi e con un'attenta regia, poche ore prima che partisse in Congresso un dibattito-maratona sul futuro dell'impegno militare americano in Iraq. "Non è che teniamo i rapporti nel cassetto, per tirarli fuori solo quando ci conviene", ha detto il portavoce di Bush, Tony Snow. Ma molti esponenti politici hanno letto la mossa esattamente in questo senso.
Il passo potrebbe però rivelarsi un boomerang per l'amministrazione Bush. Secondo vari analisti ed esperti antiterrorismo, il Nie dimostra che Al Qaida è stata rafforzata e non indebolita dalla guerra al terrorismo di Bush e che in Iraq sono state create proprio dagli americani le condizioni per la nascita di una nuova generazione di terroristi che ora torna a minacciare gli Usa, come all'epoca dell'11 settembre.
L'intelligence inoltre mette in guardia che con il passare degli anni, la memoria dell'attacco all'America si indebolisce e la collaborazione internazionale rischia di venir meno. "La parte importante del rapporto è ciò che non dice", ha affermato Richard Clarke, ex ‘zar' dell'antiterrorismo alla Casa Bianca, ora un critico dell'amministrazione Bush. Secondo Clarke, il rapporto dimostra che Al Qaida è tornata ad essere pienamente operativa e questo è un fallimento della strategia seguita in questi anni.
Il Nie, inoltre, non scioglie gli interrogativi su quale sia l'effettivo legame tra la leadership storica di Al Qaida, che fa capo a bin Laden, e il gruppo che si è creato in Iraq. Secondo la Townsend, si tratta della stessa realtà, come dimostrerebbe il riconoscimento fatto da Al Qaida in questi anni dell'operato del defunto leader dell'ala irachena, Abu Musab al Zarqawi. Ma molti esperti mettono in dubbio la reale sintonia tra i due gruppi, ritenendo che il movimento iracheno abbia caratteristiche diverse.

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