Il fatto

Brasile. Inferno per un Airbus.Forse 250 morti

di Alberto Cattani

19-07-2007

SAN PAOLO. E' il peggior disastro aereo della storia dell'aviazione civile in Brasile, con 176 corpi carbonizzati finora estratti dai rottami dell'Airbus e dalle macerie di un edificio a fianco dell'aeroporto di Congonhas a San Paolo. Un bilancio che inevitabilmente dovrà essere rivisto al rialzo perché le operazioni di recupero delle vittime non sono ancora concluse, e potrebbe arrivare _ secondo fonti ufficiose _ fino alla cifra record di almeno 250 morti.
Ma in Brasile divampano feroci le polemiche sul fatto che la sciagura fosse ampiamente prevedibile a causa del caos nel quale si dibatte da mesi l'aviazione civile nel Paese. Secondo la ricostruzione delle autorità brasiliane, l'Airbus A320 del volo Tam JJ3054 da Porto Alegre a San Paolo è atterrato mercoledì sera, poco prima delle 19:00 ora locale sotto una pioggia battente, su una pista appena rifatta, con l'asfalto nuovo ancora molto scivoloso e senza le scanalature che dovevano permettere lo scolo dell'eccesso d'acqua. Il pilota era stato avvertito del rischio di 'atterrare lungo' dalla torre di controllo, e comunque tutti i piloti che usano quell'aeroporto in pieno centro della città, circondato da grattacieli, conoscono bene i pericoli che corrono (e li hanno denunciati innumerevoli volte).
L'aereo ha toccato terra nel punto giusto, ma per ragioni ancora non chiare non è riuscito a frenare entro il chilometro e 900 metri della pista principale, arrivando a tutta velocità all'altra estremità. A quel punto il pilota ha cercato di fare un'inversione a U per evitare di finire nell'avvallamento di circa 30 metri a fine pista, ma visto che l'aereo era fuori controllo ha riaccelerato in extremis per cercare di guadagnare quota. Ha così sorvolato a circa 40 metri d'altezza una grande arteria di San Paolo, stracolma a quell'ora, urtando alcuni veicoli con l'ala sinistra, più bassa a causa della virata. Ha poi distrutto la struttura superiore di una stazione di rifornimento e infine si è conficcato in un edificio di tre piani con un capannone attiguo di proprietà della stessa Tam, nella quale si trovava "molta gente", secondo vari testimoni. E' un numero tuttora indefinito di dipendenti della compagnia e di clienti che consegnavano plichi e merci per le spedizioni della compagnia.
Già dentro all'edificio l'aereo è esploso (era carico di carburante perché avrebbe proseguito il volo senza far rifornimento a San Paolo) trasformandosi in una "palla di fuoco", con temperature fino a mille gradi che hanno fuso parte della struttura dell'Airbus. L'intervento dei pompieri è stato pressoché immediato, a causa della prossimità dell'aeroporto, ma ci sono volute oltre due ore per domare l'incendio, con fiamme di oltre venti metri che hanno fatto crollare parte dell'edificio colpito. Il maggior timore era che il calore facesse esplodere il serbatoio sotterraneo di benzina della vicina stazione di servizio.
La scatola nera è stata già recuperata, ma secondo le prime informazioni sarebbe parzialmente danneggiata dall'esplosione. I cadaveri estratti finora (176) sono in gran parte irriconoscibili e per molti sarà necessario l'esame del Dna per stabilirne l'identità. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha immediatamente ordinato un'inchiesta della polizia federale per stabilire le cause e le responsabilità dell'incidente. Ma subito dopo il disastro si sono levate nel Paese innumerevoli voci di piloti, esperti d'aviazione, dipendenti della Tam e parenti delle vittime, per accusare le autorità per l'ennesima tragedia legata al caos in cui versa l'aviazione civile in Brasile da un anno a questa parte (é il secondo incidente gravissimo in dieci mesi). I leader dei maggiori partiti dell'opposizione hanno chiesto le dimissioni del ministro della Difesa Waldir Pires e delle altre autorità dell'aviazione civile.
La tragedia di mercoledì giunge quindi in una situazione in cui da tempo i controllori di volo protestano per il sovraccarico di lavoro con materiale inadeguato, le compagnie aeree sono incapaci di sopperire alla domanda, i passeggeri costretti ad attese a volte di giorni interi, gli aeroporti _ come quello di Congonhas _ riaperti troppo in fretta dopo lavori di adeguamento, senza condizioni di sicurezza, e il solito scaricabarile delle responsabilità tra autorità, politici, aziende statali e aeronautica militare. I brasiliani adesso hanno tutti paura di volare.

 

Il palinsesto di oggi