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Ex spia del Kgb, Boris Berezovski: Putin ha cercato di uccidermi

19-07-2007

LONDRA. I servizi segreti britannici hanno in apparenza sventato all'ultimo minuto un clamoroso attentato alla vita di Boris Berezovski, nemico numero uno del presidente russo Vladimir Putin: un killer, "venuto dal freddo" e accompagnato da un bambino così da non destare sospetti, doveva sparargli alla nuca in uno dei più lussuosi alberghi di Londra.
Secondo rivelazioni del tabloid 'Sun' il killer russo progettava di freddare l'oligarca in esilio _ bersaglio di ripetute richieste di estradizione da Mosca per una serie di malefatte finanziarie _ dentro l'Hilton di Park Lane dopo averlo attirato in una stanza dell'hotel per un colloquio riservato. I servizi segreti di Sua Maestà _ MI5 e MI6 _ hanno però appreso in tempo della pianificata "esecuzione" del miliardario e "hanno preso il killer prima che potesse sparare".
Sessantun anni, eminenza grigia del Cremlino durante parte dell'era Ieltsin, in esilio dal 2000 in Gran Bretagna dove gli é stato concesso l'asilo politico dopo la rottura con il vendicativo Putin, Berezovski ha raccontato ieri nel corso di una conferenza stampa che tre settimane fa Scotland Yard lo ha allertato di un "killer mandato dalla Russia" per ucciderlo e gli ha consigliato di cambiare aria per un po'.
"Sono andato all'estero per una settimana e poi la polizia mi ha informato che potevo tornare", ha sottolineato l'oligarca, protettore e amico dell'ex agente del Kgb Alekandr Litvinenko, ucciso a novembre a Londra con il polonio radioattivo.
Scotland Yard ha implicitamente avvalorato le rivelazioni del 'Sun' e dell'oligarca quando nel tardo pomeriggio di ieri ha annunciato di aver arrestato il 21 giugno un uomo "in connessione ad un presunto complotto per assassinare Boris Berezovski" e di averlo consegnato due giorni più tardi ai servizi di immigrazione, palesemente per l'espulsione, senza muovergli accuse precise.
Berezovski ha chiamato ieri Putin in persona per il mancato attentato e del resto dal suo letto di morte Litvinenko raccomandò al ricchissimo amico e protettore di stare molto attento: era infatti convinto che dopo di lui l'oligarca sarebbe stato sicuramente il prossimo bersaglio dei sicari agli ordini del leader del Cremlino.
Secondo il 'Times' proprio la scoperta dell'attentato contro l'oligarca avrebbe spinto il governo Brown a varare due giorni fa ritorsioni particolarmente dure nei confronti della Russia. Ufficialmente le rappresaglie da Guerra Fredda _ espulsione di quattro diplomatici russi, sospensione dei negoziati per la semplificazione del regime dei visti tra i due Paesi, riesame di una serie di cooperazioni bilaterali _ sono scattate in risposta alla mancata estradizione di Andrei Lugovoi, incriminato da Scotland Yard per l'assassinio di Litvinenko. Ma più in generale si è voluto mandare a Putin il messaggio che non può continuare ad eliminare impunemente i suoi oppositori rifugiati a Londra.
Berezovski ha un ufficio nell'esclusivo quartiere londinese di Mayfair a pochi passi dall'Hilton di Park Lane, vive nella campagna del Surrey in una grande villa guardata a vista da ex della Legione Straniera e ieri ha indicato che i "killer di Putin" hanno tentato a più riprese negli ultimi anni di fargli la pelle, in particolare dopo l'approvazione di una legge che sotto il pretesto della lotta al terrorismo autorizza "l'eliminazione dei nemici della Russia" anche all'estero.
Parlando ai microfoni della Bbc l'ambasciatore russo a Londra Yuri Fedotov ha però seccamente negato che il suo governo possa essere in qualche modo implicato nel presunto piano per l'uccisione di Berezovski.

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