La politica

Tv digitale. L'Europa boccia la legge Gasparri

di Elisabetta Martorelli

19-07-2007

ROMA. Legge Gasparri bocciata. La "bacchettata" arriva dalla Commissione europea che, nella procedura d'infrazione, fa un altro passo avanti e dà l'ultimatum al nostro Paese: tempo due mesi e l'Italia dovrà adeguare la propria legislazione alle norme comunitarie così da porre rimedio alle discriminazioni che, in base alla Gasparri, possono essere compiute nell'assegnazione delle frequenze agli operatori televisivi nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Insomma, la legislazione dovrà essere adeguata alle norme comunitarie altrimenti Bruxelles potrà decidere il deferimento alla Corte di giustizia europea.
L'aut aut - arrivato su proposta del commissario alla concorrenza Neelie Kroes - "è sacrosanto", ha riconosciuto il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che ha chiesto di "accelerare l'iter della nuova legge", in discussione alla Camera.
Ma quale nel dettaglio la critica mossa dall'Europa? La Commissione, si legge in un comunicato, "ritiene che la legislazione italiana che regolamenta il passaggio della televisione analogica alla televisione digitale terrestre imponga restrizioni ingiustificate alla fornitura di servizi di radiodiffusione e conceda vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti (Rai e Mediaset, ndr)". Ancora: secondo Bruxelles, "la situazione che conosce attualmente la televisione analogica, in cui solo alcuni operatori possono essere in concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione, rischia di riprodursi con la televisione digitale terrestre, il che lascerebbe i consumatori italiani di fronte a una scelta limitata".
La Commissione aveva già inviato a Roma una lettera di messa in mora, primo passo della procedura d'infrazione, il 19 luglio 2006, in seguito a un esposto depositato a Bruxelles dall'associazione Altroconsumo. A un anno di distanza, le autorità italiane hanno stilato un progetto di legge, la cosiddetta ‘Gentiloni', "che mira a modificare la legislazione esistente in materia di radiodiffusione". Ma il progetto "non è stato ancora adottato". In poche parole, ha sottolineat l'esecutivo Ue, "un anno dopo la messa in mora l'Italia non ha ancora notificato alcuna misura concreta volta a placare i timori della Commissione".
Concorda con i rilievi mossi, Gentiloni. "Il provvedimento del governo cancella la Gasparri e reintroduce i principi fondamentali di pluralismo e concorrenza. Ora mi aspetto - ha concluso - una decisa accelerazione del suo iter come ci chiede esplicitamente l'Europa".

 

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