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Francesco Totti

Totti saluta l'azzurro. Ha deciso di chiudere con la Nazionale

21-07-2007

ROMA. "Finita è una parola brutta, ma ho preso questa decisione di chiudere con la Nazionale per vari problemi fisici e non tecnici". Un addio senza riferimenti polemici allo staff tecnico azzurro o alla federazione, ma con una punta di amarezza per tutto quello che ha sentito dire sul suo conto durante tutta la sua avventura in azzurro.

Francesco Totti ha salutato così, augurandosi poi di ricevere la difesa del presidente federale, mandando frecciate a Platini che lo aveva criticato e togliendosi molti sassolini dalla scarpa per le critiche ricevute a suo avviso: "Perché sono romano. Ora mi dispiace lasciare questo fardello sulle spalle di De Rossi, perché ora guarderanno lui e poi Aquilani".

Ecco le cose che più gli hanno dato fastidio: "È tutto scritto. Mi hanno detto che ero zoppo e che giocavo con la sedia a rotelle. Io mi ricordo cosa mi è arrivato da certa stampa del nord. Quando hanno smesso giocatori importanti come Maldini e Baggio, non mi ricordo un anno di critiche continue. Chi mi ha criticato è stato il primo a dire che io non sono stato un giocatore decisivo e mai lo sarò, perché parlare male di un giocatore che non si vuole? È un controsenso. Come voglio che mi dimentichino? Io spero che stendano un velo pietoso su di me, inutile rimpiangere un giocatore che non è mai stato decisivo. Mi hanno detto che non ero attaccato alla maglia. Io ho recuperato in due mesi e mezzo da un infortunio durissimo. O sono matto io o sono ubriachi loro. Adesso spero si possa mettere un punto a questa storia che veniva tirata fuori anche quando non c'entrava, ormai ero un capro espiatorio". Così ha deciso di lasciare Totti, dopo un anno di riflessione.

"Questa decisione l'ho presa un mese e mezzo fa circa. Mi sono preso tutto questo tempo per riflettere perché è un passo importate e mi dispiace dover dire addio. Sentire l'inno ad inizio partita, rappresentare la propria nazione in giro per il mondo è una cosa che dà una soddisfazione immensa e ti fa sentire orgoglioso. Non è semplice lasciare, ma ce la faccio più a fare 50 60 partite all'anno, devo rinunciare a qualcosa e non posso rinunciare alla Roma per giocare in nazionale".

Poi rivela: "Mia moglie Ilary qualche giorno fa mi ha mandato un messaggino molto carino che mi ha colpito, mi voleva convincere a non lasciare, ma io ho deciso". Delle tante cose che non gli sono piaciute il numero dieci giallorosso ne ricorda qualcuna. "Io non ho mai chiesto un impiego part time o di giocare questa o quella partita, non mi è mai venuto in testa un pensiero del genere. Per questo mi ha dato fastidio che alcuni giocatori abbiano risposto a certe domande su questo senza approfondire, senza accertarsi prima che fosse davvero così".

Platini qualche settimana fa ha detto che la federazione avrebbe dovuto obbligare Totti ad andare in nazionale. "Perché non ha detto le stesse cose quando Zidane ha comunicato che non avrebbe più giocato con la Francia?". Lascia dopo una serie non indifferente di risultati. "Un Mondiale vinto, un secondo posto all'Europeo ed un campionato Under 21 - ricorda il capitano giallorosso - Comunque, nessuno mi ha trattato male. Tutti questi anni sono stato sempre benissimo e mi sono sempre sentito come se fossi a casa mia. Ho incontrato gente fantastica, sono riuscito a instaurare rapporti fuori dal campo con alcuni giocatori. Purtroppo ho dovuto prendere questa decisione, che fa male più a me che ad altri".

Racconta come ha comunicato la sua decisione: "Ho parlato con Riva in Sardegna, con lui ho un rapporto particolare. Lui è sempre il primo a metterci la faccia nei momenti difficili, non solo con me con tutta la squadra. Poi ho chiamato il presidente Abete e poi Donadoni. Se ci fosse stato Lippi sarebbe stato diverso? Io con lui avevo un rapporto particolare ma non è vero che Donadoni non lo sento, ci siamo sentiti spesso al telefono. Anche se fosse venuto qui a cercare di convincermi non credo che le cose sarebbero state diverse. L'ho detto, la mia è una scelta che dipende da problemi fisici". E adesso? "Adesso penso che il presidente Abete dirà qualcosa e spero mi difenda, ora mi spareranno addosso e se lui mi fa da scudo meglio". Frecciata a Cannavaro. "Io ho un altro pensiero a differenza sua. Io se ho un problema chiamo direttamente la persona, non parlo attraverso i giornali".

Tornando alla nazionale, pensa di poter fare come Zidane che prima ha lasciato e poi è tornato? "No, questa è la mia decisione. Certo se poi un giorno mi 'parte la brocca' e vorrò tornare, se mi accettano bene".

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