La politica

Il sindaco di Roma, Walter Veltroni

Referendum: ci sono 500mila firme. Veltroni: bene per la democrazia

di Alessandra Chini

21-07-2007

ROMA. Il comitato referendario raggiunge l'agognata cifra di 500mila firme che verranno consegnate martedì prossimo in Cassazione per la verifica della loro validità. Esultano Guzzetta, così come il leader in pectore del Pd, Walter Veltroni, che ha sostenuto la campagna per la raccolta. Intanto i partiti, con la "pistola puntata" del referendum, sembrano più attivi nel ricercare intese per una riforma. E' così nel centrodestra, con l'Udc e Forza Italia che provano a dialogare sul modello tedesco. Ma lo è anche sul fronte della maggioranza, con il ministro delle Riforme, Vannino Chiti che invita a fare una buona legge in Parlamento e il relatore del provvedimento in Senato, Enzo Bianco, il quale assicura che ci sarà un testo nel più breve tempo possibile che andrà in discussione a settembre, alla ripresa dei lavori.

"Oggi posso dire _ scandisce in una nota il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta _ che al comitato nazionale di Roma sono presenti già 500mila firme. Ciò ci dà molta soddisfazione ma ribadisco che la soglia di sicurezza per noi è 570mila".

La soglia di tranquillità dovrebbe comunque essere raggiunta, e probabilmente superata, nel weekend. E martedì gli scatoloni con i moduli autenticati verranno consegnati in Cassazione.

"Quando martedì prossimo consegneremo le firme _ conferma il tesoriere del comitato, Natale D'Amico _ saremo ben oltre la soglia di sicurezza che ci eravamo prefissati".

"Il raggiungimento delle 500mila firme _ gioisce anche il sindaco di Roma Walter Veltroni _ è una notizia importante e positiva per la democrazia italiana. A questo punto, il Parlamento è chiamato ad assumersi le sue responsabilità. Se sarà in grado di farlo, bene, altrimenti saranno i cittadini a farlo con il referendum".

Anche il ministro delle Riforme, Vannino Chiti, rimarca l'aspetto di 'stimolo' della consultazione popolare.

"Non c'era dubbio _ osserva _ che i referendari avrebbero raccolto le firme necessarie. Il punto è che all'interno del comitato c'é una differenza tra chi, a ragione, ritiene che esso possa essere da stimolo al Parlamento per fare una buona legge, e chi è convinto che già quella che uscirebbe dal referendum lo sia".

Della riforma in discussione a Palazzo Madama si occupa il presidente della commissione Affari Costituzionali, Enzo Bianco assicurando che da qui a settembre produrrà un testo frutto di "pazienza e ascolto reciproco tra le forze politiche".

L'opposizione, intanto, tenta di mettere a punto una proposta unitaria. Impresa non facile, dato che l'Udc è da sempre proporzionalista, mentre An non accetta nessuna ipotesi che possa in qualche modo scalfire il bipolarismo. Nel mezzo gli azzurri. Ieri una delegazione di Forza Italia, con il coordinatore, Sandro Bondi, il suo vice, Fabrizio Cicchitto, e i due capigruppo, Elio Vito e Renato Schifani, ha incontrato il segretario dei centristi, Lorenzo Cesa, nell'ambito di una serie di bilaterali che prevedono anche, per giovedì, un faccia a faccia tra il leader azzurro Silvio Berlusconi e quello di An Gianfranco Fini. E ciò che filtra dalla riunione sono le aperture degli azzurri al sistema di voto in vigore in Germania. La prima scelta per gli azzurri sarebbe il mantenimento dell'attuale legge con dei piccoli correttivi, ma si sarebbe comunque convenuto sul fatto che il modello tedesco stia calamitando molto l'interesse. Da qui un sostanziale via libera a un modello proporzionale con sbarramento, ma con una serie di 'paletti' a salvaguardia del bipolarismo (come la dichiarazione della coalizione prima del voto) e delle piccole formazioni radicate sul territorio come la Lega.

Da via della Scrofa si ribadisce il no al modello tedesco (con o senza 'paletti') ma si attende comunque l'incontro di giovedì che Fini conferma come "fondamentale proprio per la ricerca di una posizione comune" della Cdl.

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