La politica

Silvio Berlusconi

Pensioni / Berlusconi: questa riforma, un controsenso

di Federico Garimberti

21-07-2007

ROMA. Un compromesso al ribasso che danneggia i giovani e i conti pubblici, senza peraltro mettere al riparo il governo da nuove tensioni nella maggioranza come dimostra lo scontento di Rifondazione e dei comunisti italiani. Dal centrodestra, per una volta compatto, arriva una bocciatura senza appello all'accordo faticosamente raggiunto all'alba fra governo e sindacati per la riforma delle pensioni. Silvio Berlusconi parla di "controsenso", visto il continuo aumento della capacità di lavoro legato alle condizioni di migliore qualità della vita". L'ex premier non aggiunge altro, spiegando che per lui ha già parlato Fabrizio Cicchitto. Proprio con il vice coordinatore azzurro, infatti, il Cavaliere ha avuto ieri un incontro per concordare la posizione del partito.

"Si va verso una situazione finanziaria allo sbando", dichiara Cicchitto, sottolineando che non è dato sapere se il "faticoso compromesso" risolva "le contraddizioni interne al centrosinistra". Fi punta il dito contro "l'enorme impiego di spesa pubblica" senza copertura e che dunque "é destinato a creare dei problemi giganteschi ai conti pubblici". Per questo, é la previsione del portavoce Paolo Bonaiuti, "da settembre si annuncia una nuova scarica di tasse sugli italiani e i giovani dovranno versare sempre più contributi".

Alleanza Nazionale sottolinea le divisioni nel centrosinistra. "Bisogna vedere se, soprattutto al Senato, la maggioranza reggerà", dice Gianfranco Fini. L'ex ministro degli Esteri, pur parlando di "controriforma", aggiunge che l'intesa "non è negativa, se non per il costo visto che peserà per 10 miliardi di euro in 10 anni" e "non è ben chiaro come verranno reperite queste risorse". Tuttavia, aggiunge, "in termini politici è chiaramente una battuta di arresto per il fronte più massimalista e radicale della coalizione". Parole che sembrano studiate per creare scompiglio nella maggioranza.

Sembra avere lo stesso proposito il padre dello 'scalone', Roberto Maroni. "L'accordo raggiunto sulle pensioni non abolisce lo scalone, lo attenua appena e, addirittura, per certi versi lo inasprisce. L'unica cosa certa _ aggiunge l'ex ministro del Welfare _ è che si tratta di un accordo pasticciato, che aumenta i costi e le incertezze dei lavoratori". Il collega di partito, Roberto Calderoli, parla di "compromesso al ribasso" ed invita a "staccare la spina a questo governo".

L'Udc stavolta non si distingue dal resto del centrodestra. "Nell'Unione ci sono due maggioranze contrapposte", attacca il segretario centrista Lorenzo Cesa, che parla apertamente di "allarme". "Difficile _ aggiunge _ immaginare come Prodi possa andare avanti in questa situazione" così come valutare le "conseguenze della riforma sul Paese".

Di accordo "indecente" parlano infine i repubblicani Francesco Nucara e Giorgio La Malfa, che invitano i moderati del centrosinistra "a porre fine ad una situazione che va a detrimento dell'Italia".

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