La politica

Clemente Mastella

Intercettazioni. E' lite tra Mastella e Di Pietro

di Anna Laura Bussa

22-07-2007

ROMA. E' ancora scontro tra il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e il Guardasigilli Clemente Mastella. La decisione di quest'ultimo di far acquisire dai suoi uffici le ordinanze del Gip Clementina Forleo ravvisando una possibile "violazione della Costituzione" non riesce ad andare giù al leader dell'Italia dei Valori che torna ad attaccare il collega di governo affermando che è lui semmai che "attenta alla Costituzione".

Al vetriolo anche la replica di Mastella: "Non sono io ad attentare alla Costituzione _ ribatte _ ma è l'ex Pm che spesso attenta al buon senso".

E mentre si consuma l'ennesimo incontro di boxe tra i due ministri del governo Prodi, Massimo D'Alema, uno dei sei politici per i quali il Gip chiede l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni, lancia un allarme: "Non si può crocifiggere in questo modo un cittadino formulando un giudizio che pare già una sentenza. Così salta per aria il sistema democratico". Quindi definisce "fragili, molto fragili" le argomentazioni del giudice di Milano "anche da un punto di vista giuridico".

La vicenda Forleo_intercettazioni agita le acque anche nella Cdl che si divide, con Forza Italia che ribadisce il suo essere garantista e An che invece prende le difese del magistrato e chiede al Csm di 'censurare' l'operato del ministro della Giustizia, come afferma l'ex magistrato e senatore di An Alfredo Mantovano.

Il vice_coordinatore di FI Fabrizio Cicchitto invece ritiene che sia in azione quel 'circo_mediatico_giudiziario' che si è già visto all'epoca di Tangentopoli e invita "chi è stato garantista ad esserlo anche oggi".

Il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere Carlo Giovanardi intanto si associa alle critiche di ieri l'altro dei presidenti delle Camere e si lamenta che "gli unici organi costituzionalmente preposti a pronunciarsi su queste ordinanze sono gli unici a non conoscerle" visto che a Montecitorio e a Palazzo Madama "nonostante siano da giorni sui giornali" non é ancora arrivato nulla.

Ma è la guerra a distanza tra Mastella e Di Pietro a tenere banco, soprattutto per i toni usati. "Continuare ad infierire su Mastella _ dichiara nel pomeriggio il leader dell'Idv _ sarebbe come sparare sulla Croce Rossa visto che non conosce i fondamentali del diritto". Quelli di un magistrato infatti, sottolinea, "sono atti giurisdizionali" sui quali può intervenire solo un organo giurisdizionale e non certo il governo che così facendo "violerebbe la Costituzione".

Mastella però non ci sta e ribadisce che lui la legge la rispetta "come sa bene l'ex Pm che tentò inutilmente di crearmi difficoltà giudiziarie su fatti inesistenti...". Pronto l'affondo di Di Pietro che accusa il Guardasigilli di aver "colto al volo" la situazione solo per "ingraziarsi forze politiche di destra e sinistra in vista di scenari politici futuri".

Lo scontro tra i due ministri piace poco a Unione e Cdl. Il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli invita Di Pietro e Mastella a comunicare "di più tra loro invece che attraverso gli organi di stampa" per il "bene del governo". Mentre il presidente dei senatori di An Altero Matteoli invita Prodi a prendere posizione dando ragione all'uno o all'altro "visto lo scontro violento in atto". "La politica eviti invece di dividersi", è l'appello che lancia il segretario Dc Gianfranco Rotondi visto che le intercettazioni "fin qui note non hanno rilevato un particolare coinvolgimento dei dirigenti diessini". Giovanardi invece si stupisce poco della rissosità dei due visto che "tutti i ministri del governo Prodi litigano sempre su tutto".

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