Dall'Italia

Arresto dell'iman

Operazione Hammam. Continuano gli accertamenti sulla "scuola di terrorismo"

22-07-2007

PERUGIA. Decine di sim card e numeri telefonici che finora gli investigatori non conoscevano ma soprattutto tanti contenitori con sostanze più diverse trovate nella casa dell'imam di Ponte Felcino sono gli elementi sui quali si sta concentrando l'attenzione della polizia il giorno dopo i tre arresti dell'operazione Hammam che ha portato alla luce una "scuola di terrorismo" nella moschea alla periferia della città.

Elementi che il questore del capoluogo umbro Arturo De Felice e i vertici della Digos hanno esaminato già da ieri in stretto collegamento con gli esperti dell'Ucigos. Un approfondimento ‑ coordinato dalla procura della Repubblica del capoluogo umbro ‑ che appare solo nella fase iniziale. "Sarà un lavoro lungo e complesso" hanno sottolineato gli investigatori.

Dopo i sequestri di sabato i tempi dei primi accertamenti saranno tuttavia accelerati. Già ieri la polizia scientifica di Roma ha prelevato i campioni delle sostanze trovate nella cantina della casa dell'imam Mostapha El Korchi. Secondo i primi rilievi si tratta di almeno 60 sostanze diverse. Tra queste alcune tipiche dell'attività di laboratorio, come l'urea e il blu di metilene, ma anche un barbiturico.

Gli investigatori intendono stabilire con certezza se, come ipotizza già la polizia, mescolandole tra loro o con prodotti tipo zucchero o farina fosse possibile realizzare miscele esplosive. Secondo il prefetto Carlo De Stefano, Direttore centrale della Polizia di prevenzione (Ucigos), si tratta di sostanze "ad alta tossicita" e combinandole tra loro e con "altri elementi di facile reperibilità" era "possibile realizzare ordigni". Materiale con il quale sarebbe stato forse possibile confezionare anche una cosiddetta "bomba sporca", "la nuova frontiera del terrorismo" ha detto di poter ipotizzare Danilo Coppe, direttore dell'Istituto di esplosivistica italiana di Parma.

I contenitori erano all'interno di tre bidoni coperti di segatura. Solo campioni di ogni sostanza, hanno comunque sottolineato gli investigatori subito dopo il ritrovamento.

Dall'indagine è comunque emerso che gli arrestati avevano scaricato da Internet veri e propri manuali con le indicazioni per realizzare ordigni artigianali. Al vaglio della polizia anche decine di numeri di telefono e sim card, le schede che fanno funzionare i telefoni cellulari. Contatti che dovranno essere ora esaminati. Per stabilire con chi gli indagati fossero in contatto. L'attenzione degli investigatori si concentrerà anche sui cd e l'altro materiale informatico recuperato nelle perquisizioni. Sarà la procura a disporre la loro duplicazione per poi esaminare il contenuto. Il sospetto di Digos e Ucigos è che contengano il materiale propagandistico della jihad e per l'addestramento terroristico che l'imam scaricava dal web.

Anche 20 mila documenti in una sola settimana, come è emerso dal monitoraggio compiuto dalla polizia postale. Un'attività di propaganda e addestramento che ‑ ritengono gli inquirenti ‑ aveva al centro Korchi il quale mostrava il materiale anche ai bambini presenti in moschea a scopo educativo. Istigandoli anche a picchiare a sangue i coetanei non musulmani.

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