La politica

Massimo D'Alema

Il nodo di Hamas. Senato: voto riscuioso sulle missioni internazionali

22-07-2007

ROMA. Giornata insidiosa quella di martedì prossimo per Massimo D'Alema ed il Governo: il ministro degli Esteri infatti sarà in aula al Senato _ ed è previsto il voto _ per riferire dell'andamento delle missioni militari italiane all'estero. Ma l'attenzione del mondo politico, specialmente dell'opposizione, che sta studiando delle mozioni che possano mettere in difficoltà l'esecutivo, è ancora centrata sul nodo del ruolo di Hamas nel processo di pace mediorientale. Il titolare della Farnesina è infatti ancora sulla graticola dopo le sue parole su Hamas pronunciate diverso giorni fà ad una festa dell'Unità: "Hamas si è reso protagonista di atti terroristici ma è anche un movimento popolare", "una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese" e quindi sarebbe sbagliato "regalarlo ad al Qaeda", aveva detto il vicepremier.

Immediate e decise le reazioni politiche che hanno impegnato D'Alema per giorni, come confermano le sue parole di ieri: "Sono stato attaccato come un 'pericoloso terrorista' ", ha detto in una intervista, spiegando che si è trattato di una "gigantesca montatura", che aveva il solo obiettivo di "far cadere il Governo". E con tutta probabilità lo stesso obiettivo sarà perseguito dalla Cdl martedì prossimo in aula al Senato: l'opposizione sa che la maggioranza è esigua e che le parole del vicepremier non sono piaciute ad alcuni settori moderati della maggioranza stessa.

Si preannuncia dunque lo spettro, per l'esecutivo, di un qualche "trappolone" procedurale attraverso una mozione ben congegnata. Il Governo è stato costretto a questo rischioso appuntamento al Senato da un emendamento (voluto dalla sinistra radicale) dell'ultim'ora al decreto di rifinanziamento delle missioni all'estero faticosamente approvato nello scorso marzo. L'emendamento, in sostanza, impegna i ministri della Difesa e degli Esteri a riferire periodicamente alle Camere sull'andamento delle missioni militari all'estero.

Quindi la riunione di capigruppo di palazzo Madama, dove soprattutto la Cdl ha ricordato gli impegni del Governo a riferire prima della pausa estiva sulla politica estera, ha fissato la data del 24 luglio. Le polemiche sull'atteggiamento assunto dal responsabile della Farnesina verso Hamas, sollevate dall'opposizione, fanno prefigurare un dibattito acceso. A palazzo Madama, inoltre, c'é anche un piccolo drappello di dissidenti dell'area massimalista, che già una volta ha fatto cadere il governo sulla politica estera. Infatti, se l'opposizione già affila le armi e presenterà forse più di una mozione su cui far votare l'assemblea, l'incognita è legata a quello che faranno i dissidenti storici dell'area di sinistra. Franco Turigliatto, sospeso dal Prc, ha detto che non parteciperà ai lavori dell'aula. In quei giorni dovrebbe essere a Parigi. Invece, chi ha assicurato la sua presenza è Fernando Rossi: "Io ci sarò senz'altro e non cambio la mia posizione, sono contro la guerra, contro le missioni militari".

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