La politica

Enrico Letta

Partito Democratico. Enrico Letta scende in campo

di Alessandra Chini

23-07-2007

ROMA. Enrico Letta scende in campo per la sfida alla segreteria del Partito Democratico. Dopo settimane di impegno e consultazioni sul territorio e dopo aver atteso, con galanteria, di non oscurare la discesa in campo di Rosy Bindi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio oggi scioglierà definitivamente la riserva e andrà ad aggiungersi agli altri tre candidati più noti: Walter Veltroni, Rosy Bindi e Furio Colombo e agli outsider Mario Adinolfi, Jacopo Gavazzoli Schettini e Lucio Cangini.

Con l'incognita della candidatura di Marco Pannella, sulla quale esponenti ulivisti esprimono perplessità.

Una vigilia piuttosto impegnativa, quella di Letta. Tutto il pomeriggio trascorso a Palazzo Chigi a trattare ancora sul documento sul welfare allegato alla riforma previdenziale e giusto il tempo, poco dopo la pausa di pranzo, per correre al comitato per il referendum elettorale a mettere la sua firma per l'abrogazione della "legge più brutta possibile" che va cancellata ma "senza un vincolo esterno non ci si riesce".

Poi, di corsa in Campidoglio per un'ora di colloquio con l'uomo del quale sarà il principale sfidante, Walter Veltroni. "Una chiacchierata utilissima ‑ fa sapere Letta all'uscita ‑ in un clima sereno, tranquillo, come sempre tra noi".

Plaudono alla scelta di Letta i ministri dell'Istruzione Beppe Fioroni ("La sua candidatura è un motivo di ulteriore confronto") e della Difesa, Arturo Parisi, che pure voterà Bindi. "L'annuncio di Letta ‑ sottolinea Parisi ‑ non può che essere salutato con soddisfazione". Parisi chiede anche, però, che "ora che la competizione democratica è stata, grazie al pluralismo delle candidature, così faticosamente conquistata, sia anche resa praticabile da condizioni e prassi che rendano la gara almeno apparentemente paritaria".

Dello stesso avviso anche Rosy Bindi. "Chiaramente ‑ puntualizza da Foggia dove è in campagna elettorale per le primarie ‑ c'é un'anomalia in tutto questo percorso che è quello di una decisione da parte dei due partiti di sostenere un candidato rispetto agli altri".

Intanto, sempre sul tema delle liste per il Pd, al Comitato Nazionale la Quercia dà il via libera a liste miste Ds‑Dl‑società civile sul territorio a sostegno di Veltroni. "Liste ‑ spiega il coordinatore della segretaria Maurizio Migliavacca ‑ che siano espressione di una platea più larga dei partiti con almeno un esterno ognuna".

Migliavacca interviene anche sulla questione dell'elezione dei segretari regionali che "deve essere l'occasione per unire di più e non di meno". Da lì nascerà, infatti, il primo nucleo dirigente regionale del Pd, si ragiona dalla Quercia. In questo quadro, sottolinea ancora, "dobbiamo lavorare perché l'insieme dei Ds partecipi al voto il 14 ottobre e perché ci sia una adeguata rappresentanza del nostro patrimonio politico e culturale nelle assemblee costituenti".

Mentre sul candidato da sostenere Piero Fassino lascia ai suoi una sorta di libertà di coscienza, anche se puntualizza: "La stragrande maggioranza dei Ds si riconosce nella candidatura di Walter Veltroni e dunque è naturale che si riconoscerà nelle liste che lo sostengono".

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