La politica

I Presidenti di Senato e Camera, Marini e Bertinotti

I parlamentari si tagliano i vitalizi

di Francesco Bongarrà

23-07-2007

ROMA. Dopo tante promesse, sulla riduzione dei costi della politica arrivano i primi fatti. Camera e Senato hanno tagliato, insieme e contemporaneamente, i vitalizi dei parlamentari: rendendo più difficile maturarli e diminuendone l'entità.

E ‘salta' d'ora in poi pure un "privilegio" di deputati e senatori: quei 3.100 euro all'anno di rimborso spese che vengono loro elargiti per "viaggi all'estero per motivi di studio". Una mossa che varrà, a regime e nel complesso, circa 70 milioni di euro l'anno di risparmi e che rappresenta, viene assicurato dai presidenti dei due rami del Parlamento, "un primo passo".

"Una svolta di grande rilievo che chiude una pratica antica", definisce orgoglioso il presidente del Senato Franco Marini la decisione "congiunta e condivisa" dei due rami del Parlamento che fa risparmiare una cinquantina di milioni di euro all'anno alla Camera ed una ventina al Senato. Una decisione che era attesa anche dal capo dello Stato Giorgio Napolitano e che per il presidente della Camera Fausto Bertinotti rappresenta "un primo atto importante"; anche se, avverte, è solo "l'avvio di un processo che Camera e Senato porteranno avanti insieme".

L'obiettivo, sostiene Bertinotti, era quello di "distinguere le prerogative dei parlamentari dai privilegi: siamo intervenuti sui secondi per permettere di apprezzare le prime". Un "primo segnale di attenzione", insomma, rispetto alla "forte denuncia sui costi della politica, in modo da contrastare il sentimento di anti-politica".

E la decisione di ieri arriva "in un tempo di conflitti istituzionali che aggiunti a quelli politici determinano turbolenze e una crisi della politica. Quando alla contesa politica si sovrappone il conflitto interistituzionale si rischia di produrre danni molto seri".

E allora, rivendicano Marini e Bertinotti, "la novità è che oggi per la prima volta si decide: perché i costi della politica si sono accumulati in una lunga storia di legislature, ma in questa si sono presi provvedimenti per contenerli".

Nel dettaglio, dalla prossima legislatura viene soppressa la contribuzione volontaria ai fini del riscatto della ‘pensione' e si modifica l'importo dell'assegno vitalizio che potrà arrivare ad un massimo del 60% dell'indennità lorda. Per i 1297 beneficiari del vitalizio al Senato e per i 1406 della Camera (dove in 456 sono in attesa di raggiungere l'età per percepirlo, cioé i 65 anni) non cambia nulla, ma per chi verrà dopo si stringeranno i cordoni della borsa. Viene poi allargato a più cariche di quelle attuali, fin dal primo gennaio 2008, il divieto di cumulo del vitalizio parlamentare con le indennità derivanti da incarichi pubblici o che gravino sul bilancio dello Stato o di enti locali.

Viene del tutto soppresso, inoltre, il rimborso per viaggi di studio e aggiornamento, pari a 3.100 euro l'anno per parlamentare. Secondo i questori di entrambi i rami del Parlamento, a regime si arriverà a un risparmio del 25% nei bilanci delle due istituzioni.

 

 

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