Dal Mondo

Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso

Verso un nuovo trattato. Ue. Aprono i lavori della settima conferenza intergovernativa

di Marisa Ostolani

24-07-2007

BRUXELLES. Senza fanfare e squilli di trombe, i ministri degli Esteri della Ue hanno lanciato ieri a Bruxelles i lavori della settima Conferenza intergovernativa (Cig) della storia della Ue che dovrebbe dare in tempi rapidi alla Ue un Trattato riformato, nonostante le smarcature riproposte dalla Polonia e dalla Gran Bretagna. "La Cig è stata aperta. Il mandato ricevuto dal Vertice è chiaro e preciso e ci consente di dare alla Ue un nuovo Trattato quanto prima", ha annunciato il ministro degli Esteri portoghese Luis Amado, presidente di turno del Consiglio. "E' ora importante creare le condizioni politiche perché il nuovo testo sia pronto per il Vertice Ue di metà ottobre e possa essere approvato entro la fine dell'anno". Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, che ha partecipato alla breve cerimonia insieme ai tre rappresentanti nella Cig nominati dal Parlamento europeo, ha assicurato che tra i 27 ministri "c'é un chiaro consenso politico per rispettare il mandato definito al Vertice".
Con il lancio della Cig, la Ue crea le condizioni concrete per uscire dallo stallo istituzionale in cui era precipitata dopo la bocciatura franco-olandese della Costituzione. Con il Trattato riformato, la Ue adeguerà il proprio funzionamento alla nuova reltà allargata a 27, lasciando aperta la possibilità di nuovi ingressi. Tutti gli occhi restano però puntati sulla Polonia e le sue ambiguità. Al Consiglio europeo di giugno Varsavia aveva minacciato il veto a causa del nuovo sistema di voto previsto dalla riforma, ottenendo un rinvio della sua applicazione (dal 2009 al 2014) e la possibilità di usare per altri tre anni la cosiddetta clausola di Ioannina che facilita le minoranze di blocco. Ieri, il ministro degli Esteri polacco Anna Fotyga ha parlato di "chiari-menti" necessari ed ha informato i colleghi che il suo Paese potrebbe esercitare, come fatto dalla Gran Bretagna, l'opzione di opt-out sulla Carta dei diritti fondamentali. Con la Polonia, "ci sono piccoli problemi", ha minimizzato Amado, riferendo che da oggi saranno affrontati in sede tecnica.
E anche il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha parlato di "sottolineature da parte della Polonia che non sembrano riaprire il dibattito politico". L'Italia, ha ricordato il vice premier, "é favorevole ad una conclusione della Cig sulla base del compromesso raggiunto al Vertice di giugno...sarebbe grave ed irresponsabile riaprire il negoziato politico: ma non sembra ci siano avvisaglie di questo tipo".
Il lavoro della Cig non si preannuncia facile. Ieri Amado ha distribuito ai colleghi una bozza di nuovo testo che conta 275 pagine, inclusi protocolli e annessi. Per il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos il testo riprende al 98% i contenuti della Costituzione: cambia l'involucro, ma non la sostanza, ha affermato, rilevando che la riforma consentirà all'Europa di affrontare con più efficacia le sfide che l'attendono. Tra gli elementi di sostanza mantenuti, le novità più importanti sono il nuovo sistema di calcolo di voto, la nomina di un ministro degli Esteri della Ue (anche se continuerà a chiamarsi Alto rappresentante), l'estensione ad una cinquantina di nuove aree del voto a maggioranza qualificata e la personalità giuridica della Ue. L'opposizione di Gran Bretagna, Repubblica ceca e Olanda hanno fatto invece cadere la menzione della bandiera e dell'inno europei.

 

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