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Il kazako Alexander Vinokourov

Doping, Tour nel caos. Vinokourov, vincitore di due tappe, risultato positivo

25-07-2007

PARIGI. Il kazako Alexander Vinokourov è risultato positivo ad un controllo antidoping dopo la cronometro di Albi del Tour de France. Lo ha rivelato ieri il sito Internet del quotidiano L'Equipe. Il prelievo sanguigno a cui è stato sottoposto il kazako dell'Astana dopo la gara avrebbe rivelato la presenza di due tipi differenti di globuli rossi, segno che Vinokourov si sarebbe sottoposto a trasfusione con un sangue compatibile. L'analisi sanguigna è stata effettuata dal laboratorio parigino di Châtenay-Malabry.

Il corridore, 33 anni, aveva subito un altro controllo sanguigno a Loudenvielle al termine della 15/a tappa, anche questa vinta. Prima del Tour il presidente dell'Uci Pat Mc Quaid aveva stigmatizzato i suoi rapporti con il medico italiano Ferrari. Vinokourov era 23/o in classifica a 28'11" dal leader Ramussen.

Prima di lui erano stati trovati positivi lo statunitense Tyler Hamilton e lo spagnolo Santi Perez per trasfusione omologo, metodo vietato dal 2004.

Le indiscrezioni de L'Equipe sono state confermate subito dopo da fonti ufficiali tanto che l'Astana, la squadra di Vinokourov,  ha reso noto che avrebbe subito abbandonato la corsa.

Il Tour de France è sotto choc e si chiede se riuscirà a rialzarsi dall'ennesima botta. Partito per vincere la Grande Boucle, il kazako della Astana era caduto alla quinta tappa ed era diventato una  icona di sofferenza. Trenta punti di sutura alle ginocchia, immagine di dolore e sofferenza: poi la risurrezione nella cronometro di Albi. Il vecchio leone kazako che non vuole mollare, ‘Vino' eroico, la platea era tutta per lui. Fino al momento in cui dal laboratorio di Châtenay-Malabry arriva la notizia che nel sangue prelevato a Vinokourov dopo la vittoriosa - e incredibile viste le sue condizioni - cronometro di Albi, ci sono due tipi differenti di globuli rossi. Sangue di un altro essere umano, trasfusione da donatore. E' un colpo allo stomaco terrificante per il Tour che in questi giorni è alle prese con il caso Rasmussen, il quale veste la maglia gialla e ha ‘solo' la colpa di aver ‘marinato' quattro controlli a sorpresa. La Astana, dopo l'annuncio del ritiro immediato dal Tour - su richiesta degli organizzatori -, ha sospeso su due piedi il corridore simbolo della squadra. Poco importa che Vinokourov abbia chiesto le controanalisi: il kazako è il terzo corridore ad essere ‘pizzicato' per trasfusione omologa, dopo Hamilton e Santi Perez. E pensare che fino a tardo pomeriggio tutto il Tour era ancora lì a interrogarsi - qualcuno potrà dire a ‘gingillarsi' - con l'affare Rasmussen, la maglia gialla più indesiderata degli ultimi anni. Rimpalli di responsabilità tra Uci e Tour, il danese diventa l'oggetto indesiderato da tutti. Lunedì  sera il capo dell'Aso, la società che organizza il Tour, Clerc, si era incontrato a lungo con i manager della squadra di Rasmussen: obbiettivo, convincere il danese ad andarsene di sua spontanea volontà. La Rabobank, con molta faccia tosta ha fatto muro e per ora Rasmussen continua a correre.

"La situazione è terribile'', ha detto Victor Cordero, il capo della Vuelta spagnola. Ieri  infatti, approfittando del giorno di riposo della Grande Boucle, i patron dei tre Grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta) si sono visti a Pau con i rappresentanti delle federazioni da tempo in rotta di collisione con l'Uci. Prima che il caso Vinokourov diventasse pubblico, c'era stata la conferenza stampa del danese e non è che le cose siano migliorate molto.

 "Vado avanti fino a Parigi", ha detto la maglia gialla, rispondendo a chi chiedeva un suo stop. Si è scoperto che il danese è residente a Monaco e quindi dovrebbe avere licenza monegasca: ma fino allo scorso dicembre era residente in Messico e quindi apparteneva alla federazione messicana. Cavilli legali, perché la sua squadra ritiene che fuori dalla Danimarca non spetta alla federazione danese di fare i controlli a sorpresa.

 "Non sono mai stato controllato né dalla federazione messicana, né da quella monegasca", ha ammesso Rasmussen, che nei giorni scorsi era stato tirato in ballo da un ex biker americano a cui nel 2002 avrebbe chiesto di trasportare per lui prodotti vietati. Ma Rasmussen, come ha rivelato Cordero, ha evitato quattro controlli, due dell'Uci e due di un altro ente (ma quale?) e quindi non ha raggiunto il bonus di tre controlli a sorpresa evitati che avrebbero prodotto la positività per regolamento. "Rasmussen escluso dalla squadra danese a Pechino? No, decidiamo noi", ha poi detto il comitato olimpico di Danimarca, frenando la federazione ciclistica danese che aveva parlato di un veto per i Giochi 2008. Il caos regna sovrano al Tour; e il patron Preudhomme ha potuto legittimamente dire: "E' il fallimento totale del sistema. Un sistema che non protegge la corsa più importante del mondo non può durare". Se non è l'inizio del funerale del ciclismo, è invece l'inizio della guerra totale senza prigionieri tra Grandi Giri e federazione internazionale.

Oltre alle sanzioni sportive il kazako Alexandre Vinokourov incorre in una penalità di un anno di stipendio, prevista da un impegno personale e volontario al rispetto delle regole antidoping che l'Unione ciclistica internazionale (Uci) ha chiesto ai corridori di sottoscrivere. Secondo il documento dell'Uci i ciclisti accettano di versare l'intero stipendio del 2007 in caso di violazione delle regole antidoping. La lettera è stata firmata nei giorni precedenti la partenza della corsa da Londra da tutti i ciclisti partecipanti al Tour de France, come gli organizzatori della competizione avevano chiesto. Vinokourov, che ha chiesto il responso delle contro analisi, é risultato positivo ad un controllo antidoping dopo la cronometro di Albi del Tour de France.

 

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