La politica

Silvio Berlusconi

Il primo faccia a faccia tra Berlusconi e Fini sul bipolarismo

di Alesssandra Chini

26-07-2007

ROMA. Andrà in scena domani pomeriggio a Palazzo Grazioli il primo faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini dopo lo scontro dei giorni scorsi sul tema del bipolarismo. Piatto forte dell'incontro, la riforma della legge elettorale con l'ex premier che martedì, dopo quelle che erano sembrate delle caute aperture al modello elettorale tedesco, ha ribadito che la posizione degli azzurri è quella di una riforma veloce, pochi ritocchi all'attuale legge secondo la cosiddetta bozza D'Alimonte.

"Quella attuale _ ha detto Berlusconi entrando a una cena con i senatori del suo partito _ è una buona legge elettorale, si può migliorare con una settimana di lavoro alla Camera e una al Senato e poi si va alle elezioni".

E ancora: "Abbiamo già depositato un disegno di legge che apporta delle correzioni alla norma attuale, che è una buona, malgrado la sinistra lo dimentichi".

Parole giudicate positivamente da via della Scrofa, anche se si osserva che "non avevamo mai avuto dubbi sul fatto che Berlusconi non fosse per il modello tedesco". Da sinistra, invece, si accusa il premier di tenere un atteggiamento quantomeno ondivago. Dalla maggioranza viene confermato, come ha raccontato il leader azzurro ai senatori, un giro di consultazioni del segretario della Quercia Piero Fassino con tutte le forze politiche, tra cui Forza Italia, e condotto insieme al ministro delle Riforme Vannino Chiti. I contatti _ si fa sapere _ ci sono stati, ma da Forza Italia erano arrivate delle indicazioni totalmente diverse sul sistema di voto in vigore in Germania.

"C'erano stati dei segnali _ sottolinea anche Chiti _ da parte di Forza Italia di disponibilità a costruire una nuova legge elettorale senza il premio di maggioranza, quindi, per quello di cui stiamo parlando, sul modello tedesco".

Ora il partito dell'ex premier ritorna alla ‘bozza D'Alimonte', come suggerisce anche Giulio Tremonti.

"Nel '98 _ osserva il vicepresidente della Camera _ ho fatto una proposta di legge basata sul modello tedesco che non lasciava spazio a ipotetiche maggioranze girevoli, in teoria ancora oggi e' applicabile ma, in concreto mi sembra più realizzabile la riforma D'Alimonte".

Ma da Chiti arriva un secco 'no grazie' ("non credo in Parlamento ci siano più le condizioni per attuare la bozza D'Alimonte") e un invito a mantenere "solo una rotta" se si vuole arrivare a un'intesa. Dentro Forza Italia si osserva comunque che quella di piccoli ritocchi all'attuale legge "é sempre stata la posizione prevalente".

Forse _ si osserva _ qualcuno, in particolare gli ex_Dc, può aver provato a suggerire all'ex_premier di tentare la via del 'tedesco', ma di fronte all'idea di dare margine all'Udc per manovre neo_centriste e di imbarcarsi in una modifica corposa che garantisca al governo Prodi altri mesi di sopravvivenza, Berlusconi ha detto no.

"A leggere le parole di Berlusconi _ commenta il diessino Marco Filippeschi _ siamo ancora nella fase dei tatticismi. Berlusconi non vuole le riforme e perciò propone modifiche minime, che non supererebbero il referendum e non vuole rafforzare la Costituzione. Allora è un conservatore e dovrà spiegare agli italiani perché. Non sarà facile".

Intanto, mentre i referendari si apprestano a festeggiare domani con un 'Sì party', la presentazione delle firme in Cassazione, Fassino torna a chiedere che si trovi un'intesa in Aula.

"Apprezziamo la raccolta delle firme a cui i Ds hanno contribuito _ è il suo ragionamento _ non solo rappresentano la richiesta di una modifica dell'attuale legge elettorale ma chiedono la creazione di una legge più moderna che riduca la frammentazione".

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