La politica

Piero Fassino e Fausto Bertinotti

Intercettazioni / L'ira di Fassino. Bertinotti: non ce l'avevo con lui

di Anna Laura Bussa

26-07-2007

ROMA. Per un po' ha retto. Ma il giorno dopo "l'invito_appello" del presidente della Camera ai parlamentari "a dimostrare di essere al di sopra di ogni sospetto" e a "non avere privilegi", con chiaro riferimento alla storia delle intercettazioni Unipol_Bnl, il segretario dei Ds Piero Fassino non ce la fa più.

E, intervenendo ad una riunione di segretari di federazione, replica con durezza: "Ho trovato sgradevole che Bertinotti abbia usato espressioni che fanno ritenere che qualcuno tra di noi richiedesse dei privilegi".

Bertinotti incassa e nel giro di qualche minuto tenta di riportare la calma.

"Quello che ho detto _ dice ai cronisti _ non coinvolgeva minimamente alcuno". "Per parte mia _ aggiunge riferendosi a Fassino _ io non l'ho nemmeno nominato...". Quindi: "Questo non è il momento dei confronti e degli scontri istituzionali, ma del dialogo e di produrre atti che restituiscano la fiducia nelle istituzioni".

Sui tempi e sui modi in cui Montecitorio dovrà affrontare il nodo intercettazioni, però, non si sbilancia limitandosi a dire che "la Giunta è sovrana" e che lui non ha "alcun titolo" per intervenire su un tema auto_gestito dalla Giunta". Ma a fine mattinata Fassino è un fiume in piena. Stanco di venire sbattuto tutti i giorni in prima pagina per la storia delle ordinanze del Gip di Milano si sfoga e avverte: "Non staremo zitti. Ad ogni aggressione reagiremo colpo su colpo per tutelare la dignità del partito".

Poi, ribadisce che non ha alcuna difficoltà a che la magistratura indaghi. Lui, afferma, non teme che la Giunta per le autorizzazioni accolga la richiesta della gip di Milano Clementina Forleo di utilizzare il contenuto delle sue telefonate con l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte, perché i comportamenti "adottati" da lui, Massimo D'Alema e Nicola Latorre "sono stati limpidi e trasparenti".

Quindi spara a zero contro i giornali che, a suo avviso, conducono contro di lui e i Ds "una campagna denigratoria". Perché, afferma, è stanco di venire descritto "come un criminale" dopo 35 anni di azione politica.

In una maggioranza già messa a dura prova dallo scontro Mastella_Di Pietro dei giorni scorsi, la lite Fassino_Bertinotti inasprisce decisamente il clima. Roberto Villetti (Rnp) se la prende con il numero uno di Montecitorio, definendo "grave" che non parli "il linguaggio delle procedure", ma apra "una pubblica gara tra garantisti e giustizialisti" che è il modo "peggiore per affrontare il tema". Gennaro Migliore (Prc) prende invece le difesa dell'ex segretario del suo partito, dicendo che quella di Bertinotti è "una tutela garantista".

Le ordinanze del Gip Forleo arrivate ieri in Parlamento ("dopo 4 giorni che sono su tutti i giornali", come ricorda il presidente della Giunta della Camera Carlo Giovanardi), dividono sempre di più i poli: l'Udeur annuncia il suo 'no' alla richiesta del Gip, scatenando le ire dell'Idv; FI è più per il 'no' che per il 'sì'; l'Udc ribadisce il suo essere 'garantista', mentre An è favorevole all'autorizzazione. Idv, Verdi e buona parte dei Ds sono perché la magistratura possa indagare e fare presto. Il senatore dell'Ulivo Roberto Manzione, infine, si augura che le due Giunte possano almeno decidere contestualmente. Nella maggioranza, infatti, c'é chi sospetta che la Cdl stia provando "ad agganciare" la storia delle intercettazioni Unipol_Bnl a quella di Cesare Previti, alla Camera, e a quella Mitrokhin del tandem Mario Scaramella_Paolo Guzzanti, al Senato. Tanto perché si abbia, ipotizzano, una "uniformità di giudizi...".

Ma è molto probabile che tutte queste decisioni vengano prese comunque dopo l'estate, visto che nell'ultima settimana di lavori le assemblee di Senato e Camera sono impegnate su temi caldi, dalla riforma dell'ordinamento giudiziario al Dpef.

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