Dal Mondo

Iraq. Sangue sulla festa nazionale del calcio. Due autobomba a Baghdad: 50 morti

26-07-2007

BEIRUT/BAGHDAD. Sparando lunghe raffiche di mitra al cielo, e perfino facendo detonare qualche granata, gli iracheni hanno festeggiato ieri in tutto il Paese la qualificazione della loro nazionale di calcio alla finale della Coppa d'Asia. Ma il terrorismo ha fatto scorrere sangue sulla festa: un'ennesima autobomba a Baghdad ha causato una strage di tifosi, tra cui alcuni ragazzini che per una volta erano felici. Il bilancio, secondo fonti di polizia, è di 16 morti e 57 feriti.

L'attentato suicida è stato compiuto nel popolare quartiere Al Mansur, nella parte orientale della capitale, hanno riferito la tv Al Iraqiya e l'agenzia irachena Nina News. Secondo la polizia il kamikaze ha fatto esplodere il veicolo vicino a un posto di blocco militare, e fra le vittime vi sono anche due soldati. Fino a poco prima dell'attentato, Al Iraqiya aveva ripetuto un appello delle autorità a non sparare al cielo in segno di giubilo, come è tradizione tra le popolazioni arabe e in particolare in Iraq. Abitudine che dopo la vittoria irachena di domenica scorsa contro la nazionale vietnamita nello stesso torneo è costata la vita ad almeno tre persone.

L'emittente ha diffuso per tutto il pomeriggio e la serata le immagini dei festeggiamenti girate in diverse città di tutto l'Iraq. Immagini di strade e piazze stracolme di tifosi di tutte le età, tra cui molte donne, bambini e persino dignitari religiosi con il classico turbante nero o bianco. E ancora caroselli di auto, camion e carretti imbandierati con il tricolore iracheno. Una folla vastissima, in cui gli inviati delle emittenti Tv locali facevano fatica a muoversi e a raccogliere i commenti entusiastici dei tifosi. Tra di essi c'era anche il presidente Jalal Talabani, che ai microfoni di Al Iraqiya ha espresso "vivi complimenti a tutta la squadra. Questi ragazzi - ha detto - hanno fornito a tutta la Nazione una delle migliori prove di unità. Ci auguriamo che questo possa essere un segnale positivo per la ricomposizione dei contrasti politici". E i ragazzi, i calciatori, hanno dal canto loro dedicato la vittoria "a tutto il popolo iracheno, perché se la merita", ha detto l'allenatore, il brasiliano Jorvan Vieira. Il portiere della formazione, Noor Sabri Abbas, ha dal canto suo affermato che la vittoria ieri per 4 a 3 ottenuta ai rigori a Kuala Lumpur sulla nazionale della Corea del Sud "é una cosa modesta che noi possiamo dare al nostro popolo". Perché, ha aggiunto forse pensando anche alla finale contro l'Arabia Saudita in programma domenica a Giakarta, "dobbiamo combattere in Iraq, e dobbiamo combattere anche sul campo".

Il palinsesto di oggi