La politica

Fassino e D'Alema

Intercettazioni. Fassino e D'Alema: ci rimettiamo alla Giunta

di Anna Laura Bussa

27-07-2007

ROMA. Il segretario dei Ds Piero Fassino e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema scrivono alla Giunta per le autorizzazioni della Camera per ribadire che da parte loro non c'é stato alcun comportamento illecito e che si rimetteranno alle decisioni della Giunta qualunque esse siano. Anche se si tratterà di un via libera alla richiesta del Gip di Milano Clementina Forleo di usare il contenuto delle loro intercettazioni con l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte nei processi Antonveneta, Bnl, Rcs. In più, annunciano la presentazione di nuove memorie. In attesa di capire quando e come le Camere potranno pronunciarsi sulla vicenda, il leader di Forza Italia scioglie la riserva e dopo giorni di silenzio avverte che i 'suoi' voteranno 'no' alla richiesta della Forleo.

Spaccando così la Cdl. An infatti, con il capogruppo alla Camera Ignazio La Russa, ribadisce il suo 'si'', mentre Udc e Lega ancora non prendono posizione. Molti nell'Unione insorgono contro il 'no' di Berlusconi. Il presidente dei deputati dell'Idv Massimo Donadi parla di "decisione grave" e stigmatizza il "niet" anche il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli.

Alla Camera intanto si cerca di capire se si riuscirà a votare prima dell'estate. E per ora l'ipotesi prospettata dagli uffici della Camera ai presidenti dei gruppi parlamentari è quella di votare sia sulle intercettazioni sia sul caso Previti l'ultimo giorno dei lavori d'Aula, fissato per ora per il 3 agosto. Sarebbe questa, si dice nell'Unione, una "soluzione di compromesso", che eviterebbe al presidente della Camera Fausto Bertinotti di rimanere con il cerino acceso in mano, scegliendo cosa affrontare prima della pausa estiva tra la richiesta del gip Forleo e la decadenza da parlamentare di Previti.

Bertinotti si pronuncerà comunque questa mattina, nella conferenza dei capogruppo. Anche la Giunta delle autorizzazioni della Camera, intanto, si è messa al lavoro (quella del Senato non comincerà invece prima di martedì), senza riuscire però a far svolgere ai tre relatori individuati dal presidente Carlo Giovanardi (Udc) Elias Vacca (Pdci), Antonio Pepe (An) Enrico Buemi (Rnp) le tre relazioni, rispettivamente su D'Alema, Fassino e Cicu (FI). In tre della sinistra, Vacca, Ennio Fundarò (Verdi) e Renato Farina (Prc), chiedono in giunta di mettere ai voti la richiesta di cominciare con le relazioni, ma il resto della maggioranza vota 'no' con l'opposizione. In più, il socialista Buemi non si presenta.

Così Giovanardi rinvia tutto a martedì prossimo annunciando che sarebbe possibile per quella data esprimere anche il voto finale. Di Cicu invece, che mercoledì aveva annunciato di volersi far ascoltare dalla Giunta, nessuna notizia. Se la Giunta dovesse decidere martedì toccherebbe poi all'Aula l'ultima parola. Ma su questo l'Unione si divide. Secondo la sinistra e l'Idv si dovrebbe puntare a votare entro il 3 agosto. Per Ds, Dl, Udeur e parte della Cdl sarebbe meglio, invece, che si rinviasse a settembre.

A ritardare le cose, comunque, potrebbero contribuire vari fattori: l'Aula strapiena di cose da fare dall'ordinamento giudiziario al Dpef; la Giunta che potrebbe decidere ulteriori approfondimenti; il tentativo della Cdl di 'agganciare' il caso intercettazioni alla vicenda Previti sulla cui decadenza dal mandato di parlamentare l'Assemblea deve ancora pronunciarsi. Amareggiato per il clima politico, ma soprattutto per l'anticipazione di "Panorama" che pubblica intercettazioni che lo riguardano mentre parla al telefono con persone che poi verranno indagate dalla Procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Why not?" è il ministro della Giustizia Clemente Mastella.

"Non accetterò mai _ dichiara in Aula alla Camera _ che ci sia questo clima di violenza che ritorna". Mentre il 'suo' capogruppo a Montecitorio Mauro Fabris avverte che l'Udeur voterà 'no' alla richiesta del Gip di Milano.

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