La politica

Clemente Mastella

Mastella. Io intercettato? Strana coincidenza con il voto finale sulla riforma della giustizia

di Silvia Barocci

27-07-2007

ROMA. Arriva alla Camera nel pomeriggio per intervenire in aula sulla riforma dell'ordinamento giudiziario vicina al rush finale ed è furibondo. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha appena saputo che 'Panorama' pubblicherà alcune intercettazioni che lo riguardano mentre un anno fa parlava con alcune persone poi successivamente indagate dalla procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta 'Why not' su un presunto comitato di affari politico_massonico per la gestione dei fondi comunitari.

E' fuori di sé il Guardasigilli: "Come dice Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina". Insomma, per lui non sarebbe affatto una coincidenza la pubblicazione di quelle intercettazioni e il voto finale _ probabilmente domani _ sulla riforma della giustizia che deve per forza avvenire entro il 31 luglio, giorno in cui la 'controriforma' Castelli entra in vigore. Mastella non è indagato dalla procura di Catanzaro, eppure quelle sue telefonate di un anno fa con Luigi Bisignani (suo amico e consulente aziendale divenuto noto negli anni '80 per essere il piu' giovane iscritto alla loggia P2) e con Antonio Saladino (imprenditore e personaggio chiave nell'inchiesta condotta dal pm Luigi De Magistris) sono state allegate agli atti di un procedimento che, fa notare il leader dell'Udeur, viene "ripetutamente pubblicato con cadenza inquietante".

"In 30 anni di vita parlamentare _ dice sprofondato in una delle poltrone nel Transatlantico della Camera _ non mi sono mai messo a fare affari. Figuriamoci, poi, per telefono! L'unica loggia massonica a cui appartengo dal '47 e' la quella di Ceppaloni, dove sono nato".

Rivendica la sua "totale serenità di coscienza", anche rispetto al conflitto di interessi di cui qualcuno lo accusa per aver inviato gli ispettori a Catanzaro: "Il primo a mandarli è stato Castelli. Io ho solo fatto proseguire quell'inchiesta amministrativa", sbotta Mastella. Poi entra in Aula per parlare della riforma dell'ordinamento giudiziario: "Volevate la separazione delle carriere tra giudici e pm? _ esordisce rivolgendosi alla Cdl _ Avevate 100 deputati in più e 50 senatori in più, io invece ho solo mezzo senatore in più. Perché chiedete a me quello che non avete fatto voi?".

Ma il cuore del suo discorso è un'appassionata requisitoria contro l'utilizzo politico delle intercettazioni: "Non accetterò mai che ci sia nel Paese questo clima di violenza che ritorna". C'é il rischio che un mancato "rispetto tra politica e magistratura" possa tradursi in un "alterato rapporto della democrazia". Mastella denuncia uno "spaesamento totale": "Non so più se le intercettazioni arrivano sul politico o se si utilizzano gli amici e le amicizie per arrivare al politico". E dal momento che "il politico è il più esposto", chiede di approvare al più presto il ddl sulle intercettazioni perché "bisogna garantire la leale collaborazione come atto di orgoglio parlamentare". Quel provvedimento, approvato a larga maggioranza alla Camera, è fermo da mesi a Palazzo Madama.

Infine, Mastella non risparmia una bordata neanche al gip di Milano Clementina Forleo: "A quel magistrato che ieri ha detto a un giornale che per fare il suo mestiere ci vuole il coraggio rispondo: il coraggio ai cittadini ed ai magistrati lo deve dare la legge". Unica nota positiva della giornata, per il Guardasigilli, la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità alla riforma dell'ordinamento giudiziario. La Camera ha respinto anche gli emendamenti dell'opposizione al primo articolo del testo. Si riprende domattina. E forse si chiude.

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