Dall'Italia

La chiatta nel trasporto di alcune parti del ponte

Venezia/Nasce il ponte di Calatrava, il quarto sopra il Canal Grande

di Antonella Barina

29-07-2007

VENEZIA. Sono ripresi ieri mattina, dopo l'arrivo a Piazzale Roma della chiatta con i ‘conci' da 85 tonnellate l'uno, i lavori per la costruzione del quarto ponte, ancora senza nome, sul Canal Grande, a Venezia. Nel corso della notte, per la seconda volta nella storia, la figura alata seduta su un braciere ardente, scolpita su uno dei palazzi che si affacciano sul Ponte di Rialto, ha assistito alla nascita di un manufatto che aveva scommesso non sarebbe mai stato costruito.

Tra gli applausi di veneziani e turisti, infatti, si è concluso alle prime ore di ieri il viaggio lungo il Canalazzo delle due parti laterali dell'ossatura in acciaio che sosterrà il quarto ponte. Quarto dopo quelli dell'Accademia, di Rialto e degli Scalzi. Leggenda vuole che la figura alata rappresenti una donna che sconta, con il tormento di un fuoco perenne, la scommessa perduta quando sostenne che mai si sarebbe potuto costruire un ponte in pietra capace di congiungere, senza crollare, le due rive di Rialto.

Quella costruzione, invece, divenne realtà nel 1591, su disegno di Antonio da Ponte, ed è oggi uno degli elementi più caratteristici della città lagunare.

Ieri notte anche l'operazione chiatta è riuscita, cronometro alla mano.

"Adesso manca il nome", ha detto l'assessore veneziano al patrimonio Mara Rumiz, mentre la lenta e possente imbarcazione con a bordo i pezzi del nuovo ponte passava davanti a San Marco per immettersi in Canal Grande, salutata dai rintocchi della mezzanotte del campanile marciano. "Il nome potrebbe essere scelto - ha proseguito l'assessore - interpellando la cittadinanza".

Dietro le spalle finiscono così anche le polemiche sui ritardi registrate negli ultimi tempi tra il progettista, l'architetto spagnolo Santiago Calatrava, e l'amministrazione comunale, il rimpallo di responsabilità, il lievitare dei costi (alla fine oltre dieci mln di euro, contro i sette mld e mezzo di lire previsti) che hanno fatto ritenere ad una parte della cittadinanza veneziana che il Calatrava Bridge, dopo undici anni di discorsi, non sarebbe mai stato costruito. Particolarmente soddisfatto il nuovo responsabile del procedimento, il direttore del dipartimento politiche territoriali del Comune di Venezia, Salvatore Vento.

"Tutto ha funzionato con un anticipo di due-tre ore sulla tabella di marcia - ha detto raggiante - il passaggio sotto Rialto era il più difficile, ma siamo riusciti a rispettare la distanze di un metro, un metro e 20, dall'arcata inferiore, e la chiatta si è tenuta a 60 centimetri dal fondale, meglio del previsto". Alle 7, nel cantiere di Piazzale Roma, sono cominciate le riunioni di coordinamento con le maestranze che stanno ora erigendo una grande gru a cannocchiale per montare i conci sulle "selle" già predisposte sul lato Piazzale e sul lato Stazione. Certamente sollevato anche uno dei sostenitori più convinti del nuovo ponte, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che stanotte ha seguito il viaggio lungo Canal Grande da un motoscafo della Protezione Civile.

In cima al Ponte di Rialto, un gruppo di giovani veneziani che aveva già brindato all'evento, ha intonato a squarciagola l'inno di San Marco, commossi come un sol uomo per la storicità del momento.

"Io questo ponte lo amo già, lo aspetto da una vita - ha detto con gli occhi lucidi uno di loro - andavo a scuola a Mestre e, poiché odio i vaporetti, per tornare a casa verso Fondamenta Nuove dovevo fare il giro degli Scalzi, cartella in spalla". Intanto, dalla sua scomoda posizione, la figura alata aspetta il 7 e l'8 agosto prossimi, quando in Canal Grande è previsto il passaggio del terzo e ultimo pezzo, quello centrale, del nuovo ponte: 250 tonnellate che renderanno necessarie complesse manovre manuali per non cozzare contro la volta di Rialto e contro i palazzi della curva a gomito della Pescheria. Nel dolore del suo volto vi è anche chi ravvisa una personificazione sapienziale popolare, con possibili significati più o meno tantrici, a consigliare prudenza.

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