La politica

Romano Prodi

Welfare. Prodi smorza i toni. Berlusconi chiede elezioni

di Anna Laura Bussa

30-07-2007

ROMA. Il presidente del Consiglio Romano Prodi è "tranquillissimo". Il giorno dopo la "sfida" lanciata agli alleati ("il mio piano non si tocca") non teme per la tenuta del suo governo e anche la questione "welfare" non lo turba più di tanto. Aria già vacanziera, interrogato dai cronisti poco prima di un pranzo di famiglia al castello di Bebbio sull'appennino reggiano, il premier ostenta sicurezza e dichiara di confidare, al termine dell'estate, "in una ripresa più armonica e serena". Nella Cdl però tutto questo ottimismo indispone.

Il capogruppo Udc alla Camera Luca Volonté parla di "ottimismo da ventilatore scassato" perché il documento "su pensioni e welfare è assolutamente dannoso per giovani, famiglie e anziani". Mentre il leader di FI Silvio Berlusconi alza la voce e chiede con forza di "staccare la spina al governo delle due sinistre".

L'esecutivo Prodi, incalza il Cavaliere, "ha contro tre italiani su quattro" e ormai non può durare a lungo. Così, se si vuole cambiare la legge elettorale prima di tornare alle urne, lo strumento "più utile" sarebbe quello del governo istituzionale.

"Un governo - precisa - con l'esclusivo compito di preparare le elezioni, a data certa e ravvicinata" e che, "eventualmente", realizzi "alcuni modesti ritocchi alla legge elettorale" che, a detta del leader di FI, dovrebbero consistere solo nel "trasformare l'attuale premio di maggioranza del Senato da regionale a nazionale".

Ma anche il leghista Roberto Calderoli reagisce al tentativo del Prodi di smorzare i toni: "Si sente tranquillissimo? Se fossi un sindaco penserei al Trattamento Sanitario Obbligatorio, perché significa che proprio non c'é più".

Ma il "TSO" lo applicherebbe anche a quelli che nella Cdl continuano a litigare "spianando la strada a Veltroni". Nonostante la sicurezza di Prodi, la sinistra radicale insiste nella sua battaglia.

Il leader del Pdci Oliviero Diliberto invita il premier a tener "conto delle opinioni di tutti" perché altrimenti sarebbe una "soperchieria" ("per dirla con il Manzoni") e allora si riterrebbe "libero di votare" in Parlamento come crede. Quindi chiede un confronto a settembre tra tutti gli alleati.

A farlo irritare sarebbe in particolare la posizione "contraddittoria" assunta dal portavoce del governo Silvio Sircana rispetto a quella di Prodi. Quest' ultimo, nota Diliberto, "apre alla trattativa", mentre il primo parla di "testo inemendabile".

Chiede un confronto per esaminare a tutto campo il capitolo welfare anche il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che non pone limiti al tipo di "correttivo" da utilizzare: protocollo aggiuntivo, emendamento o legge. Mentre definisce "vecchio-ammuffito" il testo sulla competitività. Una cosa però ci tiene a precisarla: non saranno i Verdi a far cadere il governo. Assicurazione che al momento si sente di dare anche il leader dell'Udeur Clemente Mastella il quale prima bacchetta la sinistra, ammonendola sul fatto che se ci sarà "un autunno caldo " il rischio è che si possa "sciogliere tutto", e poi avverte che lui sarà "l'ultimo a spegnere la luce".

Concorda con l'ottimismo di Prodi anche il ministro per le Politiche europee Emma Bonino che spera "alla fine prevalga la ragionevolezza".

Un po' più critica invece nei confronti degli alleati delusi dal piano del governo è la posizione dell'Idv. È "benvenuto" chi vuole modificare il testo per migliorarlo, dichiara il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, ma allora chi contesta indichi anche "i risparmi di spesa a garanzia della copertura economica degli interventi".

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