Dal Mondo

Sadr City. Effetti del raid

Iraq. Raid aereo USA su Sadr City. Sciiti verso Baghdad

di Stefano de Paolis

08-08-2007

BAGHDAD. "Trenta terroristi uccisi" e 12 arrestati, tra cui "un individuo" che fungeva "da collegamento tra insorti iracheni e Guardie rivoluzionarie iraniane": questo il bilancio, secondo le forze Usa, di una loro operazione condotta a Baghdad nel grande quartiere sciita Sadr City, proprio mentre la capitale è di fatto paralizzata per l'afflusso di centinaia di migliaia di pellegrini sciiti verso un mausoleo sul Tigri. Varie fonti affermano però che, oltre ai terroristi, o forse proprio tra di essi, ci sono anche numerosi civili che hanno perso la vita nell'operazione, condotta, secondo il comando Usa, da "forze irachene e della coalizione".

"Obiettivo" del raid nel sobborgo sciita, dove vivono ammassate oltre due milioni di persone, era un uomo particolarmente attivo nella fornitura di armi e esplosivi agli insorti, che coordinava anche l'invio di "militanti in Iran per addestramento terroristico". Dopo aver arrestato numerosi sospetti, "le forze d'assalto e il loro supporto aereo hanno notato un vasto gruppo di uomini armati che si preparavano ad attaccare le forze di terra. Rispondendo appropriatamente alla minaccia della forza terrorista organizzata _ ha riferito il comando Usa _ è stato chiamato un sostegno aereo" il cui intervento ha portato "all' uccisione di circa 30 terroristi".

Secondo l'agenzia Aswat al Iraq, l'"individuo" da catturare era un certo Amer al Husseini, capo del Comitato sociale dell'Ufficio del leader sciita radicale Moqtada Sadr a Baghdad, che alla fine arrestato assieme a due fratelli. L'ufficio di Sadr non ha né confermato né smentito l'arresto, ma ha d'altro canto affermato che l'intervento aereo americano ha causato la morte di nove persone e il ferimento di altre sei, oltre alla distruzione di almeno cinque abitazioni. Testimoni parlano addirittura di una quindicina di morti e oltre 20 feriti; mentre fonti ospedaliere diverse parlano di 13 morti e otto feriti; la polizia di 11 morti, tra cui donne e bambini.

Diversi cortei funebri hanno attraversato in tarda mattinata il quartiere, nonostante il divieto totale alla circolazione di qualsiasi veicolo imposto dalle autorità fino a sabato mattina. Il divieto, che riguarda anche i mezzi non a motore, è entrato in vigore con 17 ore di anticipo, sin dall'alba di ieri, "per cogliere di sorpresa i terroristi", hanno detto fonti della sicurezza, per ridurre al massimo i rischi di attacchi ai pellegrini _ se ne attendono oltre un milione _ che giovedì celebreranno l'anniversario della morte del settimo imam, Khadim, recandosi in massa al mausoleo che ne custodisce le spoglie, nella moschea Khadimiya. Oltre a vietare la circolazione, le autorità hanno anche "vivamente consigliato" ai pellegrini di lasciare i bambini a casa e anche i telefoni cellulari, di non accettare cibo o bevande dagli sconosciuti, anche se la temperatura dovesse superare i 50 gradi, cosa abbastanza comune in questo periodo dell'anno.

Il timore delle autorità è dovuto alle esperienze degli scorsi anni, quando molti pellegrini sono stati avvelenati e, in particolare alla più grande tragedia del dopo Saddam, avvenuta nel 2005, quando oltre 1.000 pellegrini diretti alla moschea Khadimiya morirono in una micidiale calca su un ponte sul Tigri, che fu provocata da un falso 'allarme kamikaze'.

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