Economia

Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet

Mutui. Nuove mosse di BCE e FED. Trichet: seguiamo da vicino

di Antonio Fatiguso

11-08-2007

Bce e Federal Reserve sono entrate ancora in azione anche ieri con un'altra iniezione di liquidità anti 'subprime' da 123 miliardi di dollari in aggiunta ai 150 miliardi di giovedì: per la Fed si tratta della più corposa operazione, pari a 38 miliardi, fatta in un solo giorno da Settembre 2001

NEW YORK. Bce e Federal Reserve sono entrate ancora in azione anche ieri con un'altra iniezione di liquidità anti 'subprime' da 123 miliardi di dollari in aggiunta ai 150 miliardi di giovedì: per la Fed si tratta della più corposa operazione, pari a 38 miliardi, fatta in un solo giorno da Settembre 2001, dopo gli attacchi alle Torri Gemelle. Interventi sulle piazze finanziarie si registrano in tutto il mondo, dal Giappone all'Australia e al Canada mentre Bankitalia assicura che quanto alla crisi dei mutui ad alto rischio "non ci sono motivi d'allarme riguardo alle specifiche condizioni dei mercati e degli intermediari in Italia".

La seconda giornata di scosse alle Borse dall'effetto subprime parte dai mercati asiatici (Tokyo _2,37%, Hong Kong _2,88%, Sydney _3,72%) e travolge poi i listini del Vecchio Continente, con Londra che è la più pesante (_3,71%) seguita da Parigi (_3,13%). Le banche centrali di Giappone e Australia, immettono sui mercati rispettivamente 8,49 miliardi e 4,19 miliardi di dollari. E, a stretto giro di ruota, è la Bce a scendere in campo in soccorso delle banche europee col finanziamento a tre giorni da 61,5 miliardi di euro (80 miliardi di dollari) dopo i 94,8 miliardi di ieri l'altro.

"Continuiamo a guardare con grande attenzione agli sviluppi dei mercati. E' quello che abbiamo fatto e che facciamo dando ai mercati la liquidità appropriata", spiega il presidente della Bce, Jean_Claude Trichet, in un'intervista. "La crescita robusta che avevamo diagnosticato un certo numero di mesi fa è confermata", aggiunge.

La Fed, da parte sua, interviene con la manovra più corposa in un solo giorno dopo i 75,3 miliardi e gli 81,25 miliardi erogati l'11 e il 14 Settembre del 2001, in scia al panico degli attentati terroristici: sono 38 questa volta i miliardi, con tre differenti tranche da 19, 16 e 3 miliardi, portando il totale settimanale a 87,5 miliardi.

Le operazione di rifinanziamento avvengono con il riacquisto da parte della banca centrale Usa di titoli garantiti da prestiti immobiliari, in considerazione della situazione creatasi a seguito della crisi subprime. Come conseguenza, il tasso overnight, quello espresso dal mercato e salito in precedenza fino al 6%, torna al raffreddarsi attestandosi intorno al tasso base, il 5,25%.

Wall Street sembra tenere e, nonostante la seduta volatile alimentata anche dal fatto che il leader dei prestiti Countrywide Financial ha reso ufficiali le proprie difficoltà, segna perdite prossime all'1%. Il livello di sorveglianza è altissimo: sia da parte delle banche centrali, sia da parte delle autorità internazionali (vedi il Fondo Monetario Internazionale) sia di vigilanza sui mercati, come Sec e Consob. Proprio la Security and Exchange Commission avrebbe deciso di passare al setaccio i report finanziari delle maggiori banche d'affari Usa, allo scopo di far luce sulla effettiva esposizione sul segmento subprime, che negli ultimi anni hanno contribuito alla chiusura di bilanci record. A partire dai colossi come Goldman Sachs e Merrill Lynch, scrive il Wsj, secondo cui la Sec cercherebbe di verificare le modalità di calcolo del valore degli asset subprime. Se da un lato è difficile stabilire il loro valore, a differenza di obbligazioni e titoli azionari, dall'altro non possono essere acquistati o venduti facilmente. Circostanza che permette ai gestori un'ampia discrezionalità nella fissazione del prezzo di questi strumenti e che, per altro verso, potrebbe nascondere anche la triste sorpresa di voci di bilancio di fatto inesistenti. Con la conseguenze di riflessi ancora più pesanti sui mercati.

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