Economia

Il ministro Tommaso Padoa Schioppa

Mutui. Bankitalia senza rischi. Anche Padoa Schioppa tiene sotto controllo la vicenda

11-08-2007

ROMA. Il tornado dei mutui subprime, che sta trascinando in terreno pesantemente negativo le borse di tutto il mondo, non dovrebbe comportare rischi specifici per l'Italia. Anche se è una situazione che il Ministero dell'Economia, la Banca d'Italia e la Consob, stanno monitorando minuto per minuto. A scacciare l'ombra di pericoli specifici per i mercati del nostro Paese è stata ieri Bankitalia che ha spiegato "come tutte le banche centrali dell'Eurozona" sta "seguendo da vicino la situazione". In ogni caso però _ ha voluto sottolineare via Nazionale _ "non ci sono motivi di allarme riguardo alle specifiche condizioni dei mercati e degli intermediari in Italia".

Una vigilanza in cui sono impegnati, in contatto continuo con l'istituto centrale, anche il Ministero dell'Economia e la Consob. Lo stesso ministro Tommaso padoa_Schioppa ha infatti fatto sapere che "segue la vicenda da vicino", mentre l'autorità che controlla i mercati presieduta da Lamberto Cardia ha precisato ci sapere di essere vigile e, anch'essa, in continuo contatto con le altre autorità "consorelle".

Ad allontanare le paure di un terremoto capace di far traballare la crescita europea ed in particolare quella italiana, ci sono poi gli analisti: "La crisi dei mutui subprime originata negli Stati Uniti avrà in Europa conseguenze solo sui mercati e su quei settori che utilizzano maggiormente la leva finanziaria ma la crescita economica del Continente appare solida", rassicura Luca Mezzomo, responsabile della ricerca macroeconomica di Intesa Sanpaolo.

"In Europa _ aggiunge _ la crisi è solo finanziaria e l'economia è solida a differenza degli Stati Uniti dove la situazione è stata generata dalla bolla del settore immobiliare".

Una differenza che si nota anche sul fronte della politica monetaria dove l'Europa si trova in una fase di restrizione mentre gli Usa sono già in una di transizione.

"I mercati finanziari _ spiega ancora Mezzomo _ tendono a mescolare le due cose con una concezione errata".

Dal punto di vista macroeconomico quindi nell'Eurozona rimane una solida crescita, anche se si è avuto un rallentamento della produzione industriale a giugno. Una frenata che emerge con maggiore evidenza, spiega Mezzomo, in Italia come dimostrato anche dai dati sul Pil diffusi ieri. Il nostro Paese sconta infatti _ conclude l'analista di Intesa Sanpaolo _ "il fattore demografico, l'instabilità fiscale e la fase di trasformazione del sistema produttivo industriale, realizzata con maggiore efficacia dalle imprese maggiori", poco presenti in Italia.

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