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A destra la nipote del cardinale Lustinger con altri fedeli al funerale tenutosi ieri

Parigi. Omaggio al cardinale “ebreo” Jean-Marie Lustiger

11-08-2007

PARIGI.  La Francia laica e multireligiosa ha fatto ala ieri a Notre Dame, la cattedrale di Parigi, alle spoglie dell'ex arcivescovo della capitale, il cardinale Jean-Marie Lustiger. Un omaggio e un saluto di tutta una nazione ad un uomo che ha rappresentato con il percorso umano, culturale e spirituale un riferimento al di là dei confini della Chiesa cattolica di cui pur è stato uno dei più significativi esponenti in questi ultimi decenni.

Nato da una famiglia di ebrei polacchi emigrati in Francia, Aaron Lustiger a 14 anni aveva scelto la fede cattolica, mai rinnegando tuttavia le sue origini. Lui stesso ha voluto che il suo funerale lo ricordasse, che le preghiere per i morti imparate da bambino si affiancassero a quelle della Chiesa di Roma. È così che di fronte a decine di cardinali, vescovi, al presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy, al primo ministro Francois Fillon e a un vastissimo parterre di esponenti governativi, un pronipote del cardinale, Jonas Moses Lustiger, con la testa coperta dalla kippa, ha letto il salmo 113 in francese ed ebraico dopo aver versato in un vaso deposto sulla bara della terra raccolta nei luoghi santi.

Poi un cugino del prelato scomparso, Arno Lustiger, ha ricordato la storia della famiglia duramente colpita dalla Shoah, che si portò via ad Auschwitz anche la mamma del futuro cardinale leggendo alla fine la kaddish, la preghiera dei morti. Il sagrato della cattedrale, nel cuore di Parigi, era pieno quando è arrivata la bara con le spoglie del cardinale e piena era anche la chiesa. Oltre 5.000 persone si sono raccolte per ricordare il cardinale che ha governato per un quarto di secolo la diocesi di Parigi, rompendo le barriere tra cattolici ed ebrei, tra cristiani e musulmani, favorendo anche una migliore comprensione tra lo Stato e le espressioni religiose.

Anche per questo la Repubblica francese, istituzionalmente laica, si è raccolta a Notre Dame con i suoi massimi esponenti in un omaggio non rituale ma anche non comune; ed è anche per questo che i rappresentanti delle tre religioni monoteiste hanno assistito ai massimi livelli alla cerimonia funebre. Il successore di Lustiger, mons. André Vingt-Trois, ha ricordato il magistero spirituale dell'ex arcivescovo e la sua capacità di tessere e di abbattere le divisioni; Maurice Druon, dell'Accademie Francaise alla quale apparteneva il presule scomparso, ha parlato del "cardinale ebreo", "dell'incredibile diventato realtà, dell'inverosimile manifestatosi".

Il cardinale Paul Poupard, in rappresentanza del Papa, ha poi letto un messaggio di Benedetto XVI. La salma del cardinale Lustiger è stata inumata nella "cripta degli arcivescov", sotto la cattedrale, un'area non accessibile al pubblico e dove riposano dal 17/mo secolo gli arcivescovi di Parigi.

Il presidente Sarkozy, che ha deciso due giorni fa di prendere parte ai funerali rientrando per poche ore dagli Stati Uniti dove trascorre le vacanze, ha ricordato alla fine delle cerimonie religiose la sua volontà di "onorare la memoria di un grand'uomo che è stato importante per i francesi, credenti e non", un uomo "di pace, capace di unire e di riconciliare".

Una personalità che Sarkozy ha conosciuto bene e con cui si era anche scontrato qualche volta nella sua veste di ministro dei culti.

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